Almodóvar racconta da dove veniamo
di Vittorio Lingiardi , di Vittorio LingiardiTre pensieri arrivano diretti dal cuore di questa storia di Madres paralelas, il nuovo Almodóvar più riflessivo, più malinconico di un tempo. Tre pensieri politicamente affettivi che riassumerei così: 1) il biologico è fondamentale, ma che importanza ha?; 2) la memoria individuale è inseparabile da quella collettiva; 3) il futuro è nell'origine. Come le madres del titolo, anche i miei pensieri hanno almas paralelas: quella del legame genetico è nella cultura degli affetti; quella della storia personale è nel serbatoio mitopolitico della storia collettiva; quella dei figli è nei genitori che (non) li hanno voluti.
Janis e Ana si conoscono in una clinica di Madrid dove stanno per diventare madri. Janis è forte di sé, Ana &eg…
Tre pensieri arrivano diretti dal cuore di questa storia di Madres paralelas, il nuovo Almodóvar più riflessivo, più malinconico di un tempo. Tre pensieri politicamente affettivi che riassumerei così: 1) il biologico è fondamentale, ma che importanza ha?; 2) la memoria individuale è inseparabile da quella collettiva; 3) il futuro è nell'origine. Come le madres del titolo, anche i miei pensieri hanno almas paralelas: quella del legame genetico è nella cultura degli affetti; quella della storia personale è nel serbatoio mitopolitico della storia collettiva; quella dei figli è nei genitori che (non) li hanno voluti.
Janis e Ana si conoscono in una clinica di Madrid dove stanno per diventare madri. Janis è forte di sé, Ana è un'adolescente marchiata da una famiglia trascurante. Affrontano il parto con sentimenti opposti: una ha la gioia, l'altra l'angoscia della maternità. È il primo di molti rispecchiamenti: entrambe cresceranno le figlie lontano dal padre, entrambe faranno i conti col richiamo potente della genetica e quello altrettanto potente dell'amore come sorpresa che accoglie. Madres paralelas è un melodramma politico (debitore a Sirk, debitore a Fassbinder) sulla ricerca delle proprie origini e dunque del trauma, ricerca parallela che affonda il suo kit rabdomantico nel Dna della saliva dei vivi e in quello delle ossa dei morti innominati delle fosse franchiste. I versi perfetti per salutare l'arrivo di questo film li ha scritti, molti anni fa, Wislawa Szymborska: "Siamo figli dell'epoca,/l'epoca è politica./Tutte le tue, nostre, vostre/faccende diurne, notturne/sono faccende politiche./Che ti piaccia o no,/i tuoi geni hanno un passato politico,/la tua pelle una sfumatura politica,/i tuoi occhi un aspetto politico./Ciò di cui parli ha una risonanza,/ciò di cui taci ha una valenza/in un modo o nell'altro politica [...]".
Sul Venerdì del 19 novembre 2021