Il Venerdì

Che caldo, mi si è spostata la frontiera

Il Rifugio Guide del Cervino sul Plateau Rosà
Il Rifugio Guide del Cervino sul Plateau Rosà 
VIAGGI DA FERMO Con i cambiamenti climatici il rifugio sul Cervino rischia di finire in Svizzera Dalla nostra newsletter: iscriviti qui
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Ancora non è chiaro se il Trattato del Quirinale appena firmato da Draghi e Macron metterà fine alla annosa (anzi secolare) questione della frontiera del Monte Bianco, che ancora l'anno scorso ha causato concrete tensioni tra i due Paesi (ne ha parlato anche questa rubrica). Intanto però scopro che l'Italia ha un'altra disputa di confine in corso, stavolta con la Svizzera. La notizia è di almeno tre anni fa (qui un articolo di Repubblica) ma pochi giorni fa il New Yorker ha dedicato alla questione un lungo articolo, perché l'incertezza su dove finisca la Repubblica italiana e dove cominci la Confederazione elvetica è l'ennesima, paradossale conseguenza dei cambiamenti climatici.

Tradizionalmente, infatti, i confini di montagna seguono la linea dello spartiacque, che in diversi punti delle Alpi coincide con il fronte di ghiacciai perenni. Il problema è che con il riscaldamento globale questi ghiacciai tanto perenni non sono più. I nuovi trattati firmati dall'Italia con l'Austria nel 2006 e con la Svizzera nel 2009 prendono atto di questa nuova realtà rendendo mobili le frontiere, accettando cioè che la linea si sposti a seconda del ritiro o della (più improbabile) espansione dei ghiacciai. Finora questi adattamenti hanno riguardato solo zone disabitate. Ma dalle ultime misurazioni risulta che il confine si sarebbe spostato anche in cima al Plateau Rosà, a 3.840 metri di quota. Dove lo storico Rifugio Guide del Cervino, che secondo Google Maps si trova in Italia per pochi metri (al di qua della linea bianca nell'immagine), sarebbe in realtà finito per almeno due terzi in territorio svizzero.

Ora, non ci sono eserciti che si fronteggiano per difendere o espugnare questa locanda-ristorante in mezzo agli skilift, però l'incertezza qualche conseguenza pratica l'ha avuta. L'associazione delle guide ha rinunciato ad avviare una ristrutturazione dei locali perché non si sa se debba essere fatta secondo le normative italiane o quelle svizzere. E il gestore del rifugio, Lucio Trucco, dice al New Yorker che pensa di tracciare una linea all'interno del ristorante: di qua servirà polenta e carbonara, di là strudel e rösti. Scherza, ma si capisce che è preoccupato. E anche noi: entro il 2050, prevedono gli esperti, almeno metà dei ghiacciai delle Alpi potrebbe sparire.

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