"Nel centro di Skopje i veri abitanti non sembrano essere le persone, ma le statue" scrive Elena Kaniadakis nel reportage dalla Macedonia del Nord che pubblichiamo sul numero del 1° luglio. Questo enorme bronzo, ad esempio: Google Maps lo chiama solo "Guerriero a cavallo", ma tutti sanno che in realtà rappresenta Alessandro Magno, re di Macedonia e grande conquistatore dell'antichità. Fu eretto in una delle piazze principali della capitale nel 2011, nel bel mezzo della disputa con la Grecia: per anni Atene ha bloccato ogni riconoscimento internazionale della repubblica ex jugoslava, sostenendo che il nome Macedonia – nonché la paternità dell'illustre condottiero vissuto circa 2.300 anni fa – spettava solo a lei. Alla fine i macedoni hanno ceduto, accettando con un referendum che al nome del loro Paese fosse aggiunto "del Nord". Ci hanno guadagnato l'ingresso nella Nato, mentre a bloccarli – da 17 anni – sulla porta dell'Unione Europea ci si è messa adesso la Bulgaria. Che pretende non solo che Skopje riconosca l'esistenza di una minoranza bulgara sul suo territorio, ma anche che ammetta che la lingua macedone non è altro che un dialetto del bulgaro. C'è anche una commissione congiunta di storici al lavoro per risolvere problemi urgenti, del tipo: il re Marko Kraljevic, o Krali Marko (1335 circa -1394), protagonista dell'epica slava, è da considerarsi più macedone o più bulgaro?
Ora però, per accelerare la candidatura dell'Ucraina, l'Unione deve risolvere il problema di chi bussa alle sue porte da più tempo. Sul caso macedone, la presidenza francese ha elaborato un compromesso che dovrebbe permettere di superare il veto bulgaro, anche se in entrambi i Paesi le resistenze restano difficili da battere. Intanto sul lago Prespa, che sta a cavallo tra Macedonia, Albania e Grecia, si è svolto la scorsa settimana il primo festival internazionale con la partecipazione di abitanti di tutti e tre i Paesi. Ne dà notizia Euronews: ma il posto di frontiera di Markova Gora resta chiuso, e chi vuole passare dal villaggio greco sul confine a quello macedone che dista solo un chilometro – e viceversa – deve percorrerne in macchina almeno centotrenta.
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