Fra i due fondatori di OnePlus, Carl Pei e Pete Lau, il primo si è sempre dedicato al marketing mentre il secondo è l’ingegnere che concepisce gli smartphone. Immagine e sostanza. Ma l’ex startup cinese, dopo aver sorpreso tutti con i suoi dispositivi dal carattere unico grazie a prezzi bassi, alte prestazioni e volontà di essere un Davide contro i tanti Golia della tecnologia di consumo, ha finito per cambiare pelle adottando un’agenda simile a quelle dei concorrenti. Quindi meno compromessi nei componenti e prezzi più alti.
Ovviamente è un telefono che non compete con i modelli di fascia alta: lo schermo ad esempio non è curvo sui bordi, un dettaglio per molti ma che ha un costo, con una risoluzione poco superiore al full hd benché a 120Hz e una luminosità non è certo ai vertici; il processore è uno Snapdragon 778G che se la cava bene ma non ha le prestazioni di quelli di ottava generazione; la doppia fotocamera da 50 megapixel ha prestazioni di discreto livello ma lontane dalle migliori sul mercato iniziando da quella del Vivo X80 Pro. Eppure per 499 euro, anzi per 579 euro che è il prezzo della versione più interessante con 12Gb di memoria ram e 256Gb di spazio per archiviare i dati, quel che offre è abbastanza. E' la stessa fascia di prezzo del Pixel 6a di Google, ma con una filosofia di fondo che ricorda la OnePlus di un tempo.
Varrebbe la pena di riflettere sul fatto che per essere unici in questo settore, se escludiamo i pieghevoli che però continuano ad avere dei prezzi ridicolmente stellari, ormai basta una scocca trasparente e dei led. E questo più che dire qualcosa dell’attitudine di Nothing racconta bene l’assenza di idee del mondo degli smartphone.
Da Il Venerdì del 12 agosto 2022