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Xiaomi 13 Pro. Pregi e difetti di uno smartphone di lusso made in China

Xiaomi 13 Pro. Pregi e difetti di uno smartphone di lusso made in China
Playground. L’ultimo telefono di punta della casa cinese punta alla fascia più alta. Ma vale il suo prezzo? Lo abbiamo provato
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Di smartphone se ne vendono sempre meno, il calo nel 2022 è stato di quasi dieci punti percentuali, ma resistono i modelli di fascia alta anche se non in misura sufficiente ad arrestare il declino complessivo. Ecco perché quasi tutti i costruttori tentano di ritagliarsi uno spazio in quel segmento. Compresa la cinese Xiaomi, che in passato si è fatta largo con modelli dell'ottimo rapporto fra caratteristiche e prezzo. Il suo 13 Pro costa ad esempio ben 1400 euro. È ovviamente un bel telefono con uno schermo oled da 6,7 pollici al quale si può dire poco (Wqhd+, 120Hz, Dolby Vision, Hdr10+) e la scocca in ceramica e alluminio.

La fotocamera posteriore, realizzata assieme a Leica, è tripla con sensori tutti da 50 megapixel, mentre la frontale è da 32. La prima se la cava bene, anche se c'è chi riesce a fare meglio, la seconda è nella media. Fulminante la velocità della ricarica, ma lascia un po' a desiderare l'organizzazione del sistema operativo Android che non è all'altezza del resto. Nel complesso però il 13 Pro ha tutto quel che un modello di punta deve avere. È un telefono potente e veloce, con il miglior processore sul mercato, lo Snapdragon 8 Gen 2, 12Gb di ram e 256Gb di spazio per archiviare i file.

Resta il fatto che 1400 euro sono tanti. Il Find N2 Flip di Oppo, pieghevole di qualità del quale abbiamo parlato di recente, costa meno. Solo il Samsung S23 Ultra ha un prezzo tanto folle, anzi addirittura un po' più alto. Sul mercato poi ci sono smartphone di prima fascia che offrono molto restando al di sotto dei mille euro, basti pensare al Pixel 7 Pro di Google o al OnePlus 11. Insomma, è comprensibile il voler mirare in alto, un po' meno lo sono le esagerazioni. 

Da Il Venerdì del 7 aprile 2023