La città di Dera Allah Yar, in Pakistan, dopo le disastrose piogge monsoniche dell'ultima settimana (reuters)
VIAGGI DA FERMOAlluvioni in Pakistan, siccità in Cina. Ma il cambiamento climatico non è solo un problema dei Paesi lontani
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Foto HANDOUT / Maxar Technologies / AFPA sinistra nell'immagine, una zona del distretto di Rajanpur, nella valle dell'Indo, in Pakistan, com'era qualche mese fa; a destra, com'era il 28 agosto, semisommersa dall'acqua e dal fango, subito dopo le tremende inondazioni che hanno colpito il Paese. È la peggiore stagione dei monsoni che si ricordi: 1.100 morti dall'inizio di giugno, centinaia di migliaia di sfollati e 33 milioni di persone colpite in misura più o meno grave. Il governo pakistano parla di almeno 10 miliardi di dollari di danni. E la stagione non è ancora finita. Trovate altre immagini satellitari a confronto sui siti del Guardian o della Cnn:una mostra un lago interno largo 100 chilometri che si è formato dove prima c'erano campi e abitazioni. Su Repubblica Gianluca Modolo ha parlato dell'"estate infernale dell'Asia": mentre il Pakistan è sott'acqua, la Cina vede le temperature più alte dal 1961, con il Fiume azzurro in secca, i bacini idroelettrici semivuoti e l'elettricità razionata.
"Il cambiamento climatico è la cosa più importante che sia mai accaduta alla specie umana, e sta accadendo nella nostra epoca" dice lo scrittore Amitav Ghosh nel bel documentario Gli spaesati, realizzato da Martino Mazzonis e Angelo Loy per la serie Il fattore umano di Rai3 e disponibile su RaiPlay. Girato in Bangladesh, racconta la vita dei profughi climatici che si trasferiscono a milioni da terre sempre più colpite dalle alluvioni. Pakistan e Bangladesh sono Paesi poveri e lontani, li immaginiamo sempre destinati a catastrofi che non ci riguardano. Ma la California, dove è in corso un'ondata di calore? La Catalogna, dove una grandinata violentissima ha ucciso una bambina? E il caldo e la siccità di questa estate italiana, li abbiamo già archiviati?