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Una ricetta all'acqua di rose per dolci e insalate

Un tonico fatto con il fiore cantato da Shakespeare e Gertrude Stein. Da usare non solo per bellezza
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"Che cos'è un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo". Questi famosissimi versi di William Shakespeare sono, come molti ricorderanno, pronunciati da Giulietta, che cerca di spiegare quanto non le importi del nome della sua famiglia, ma solo dell'amore che prova per Romeo. 

 

 

Molti secoli dopo Gertrude Stein riprese, a modo suo, quel concetto, per certi versi ribaltandolo, e creando a sua volta uno dei più famosi e enigmatici ritornelli dell'arte del Novecento: "A rose is a rose is a rose".  Molte sono state le interpretazioni di questa frase, fino ad arrivare ad alcune teorie del linguaggio, che sostengono…

"Che cos'è un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo". Questi famosissimi versi di William Shakespeare sono, come molti ricorderanno, pronunciati da Giulietta, che cerca di spiegare quanto non le importi del nome della sua famiglia, ma solo dell'amore che prova per Romeo. 

 

 

Molti secoli dopo Gertrude Stein riprese, a modo suo, quel concetto, per certi versi ribaltandolo, e creando a sua volta uno dei più famosi e enigmatici ritornelli dell'arte del Novecento: "A rose is a rose is a rose".  Molte sono state le interpretazioni di questa frase, fino ad arrivare ad alcune teorie del linguaggio, che sostengono che i nomi che diamo alle cose non sono solo degli strumenti per definirle, ma arrivano a incarnare la cosa di cui stiamo parlando molto più della sua versione reale e tangibile. 

Comunque, quella frase, scritta in una poesia pubblicata un secolo e un anno fa, nel 1922, ha avuto una vita lunga e appassionante: Alice B. Toklas, compagna di vita di Stein, la fece stampare su dei piatti di ceramica, inventando di fatto il merchandising letterario. 

Un'altra donna, che tendiamo ad associare meno con l'universo poetico, e cioè Margaret Thatcher, sentenziò la gravità delle azioni dell'Ira dicendo che "un crimine è un crimine è un crimine". 

Pochi anni dopo, nel romanzo American Psycho di Bret Easton Ellis, il protagonista, assassino e narratore Patrick Bateman dichiara, durante uno dei suoi soliloqui materialisti, che "una Rolls è una Rolls è una Rolls", intendendo ovviamente l'automobile di lusso. 

William  Shakespeare (1564-1616) (Getty Images) 

C'è però da dire che già Shakespeare era stato impreciso, perché le rose, a prescindere dal nome, non hanno sempre lo stesso profumo: la mattina, subito dopo l'alba, sapranno più "di rose", mentre il pomeriggio hanno un odore più erbaceo. Il profumo, si sa, è difficile da afferrare, ma si può provare a rinchiuderlo in una bottiglia, facendo in casa un'acqua che, per una volta, non è un'acqua. 

Si usa, com'è consuetudine in Italia, come tonico per la pelle, ma è più che opportuno prendere esempio dalle cucine medio-orientali e servirsene in piatti dolci e salati: per aromatizzare panne cotte e risi al latte, oppure qualche cucchiaino per condire insalate, soprattutto se di erbe amare, come radicchi e cicorie.

Ricetta. Acqua di rose

Ingredienti per una bottiglia da mezzo litro: una tazza di petali di rose non trattate, appena raccolte. Due tazze di acqua distillata.

Come procedere:
Portate a ebollizione l’acqua, poi versatela in una ciotola di vetro con dentro la metà dei petali. Lasciate raffreddare per un’ora, poi aggiungete l’altra metà dei petali. Lasciate riposare due ore, poi filtrate con una garza e versate in una bottiglia di plastica o di vetro. L’acqua di rose si conserva per un paio di settimane in frigorifero, oppure si può congelare.

Sul Venerdì del 12 maggio 2023