✕

A New York la gentrification è firmata Angelina Jolie

Los Angeles Times 
Lo studio in cui viveva, lavorava ed è poi morto Jean-Michel Basquiat è stato affittato dall’attrice: a fin di bene, ma non solo
1 minuti di lettura

Il termine gentrification, con il quale si intende il miglioramento delle condizioni ambientali di un quartiere, è stato interpretato in maniera ambivalente sin da quando è stato coniato: sono in molti a pensare che l’arricchimento economico vada di pari passo con una perdita di autenticità, identità e sapore. A New York è un fenomeno che avviene in tempi rapidi: l’area dove ora sorge il Lincoln Center, uno dei cuori pulsanti della vita cittadina, è quella in cui è ambientato West Side Story, e la zona immediatamente a Nord, che sino agli anni Novanta ospitava famiglie dal basso reddito che facevano la spesa in botteghe gestite da asiatici e latino-americani, è diventata una destinazione per le classi più agiate, che possono godere di ristoranti alla moda e negozi che non hanno nulla da invidiare all’East Side. Con ondate differenti, il fenomeno è avvenuto in molte parti di Manhattan: Greenwich Village, Soho e Tribeca e recentemente anche a Brooklyn nei quartieri di Dumbo e Williamsbu…

Il termine gentrification, con il quale si intende il miglioramento delle condizioni ambientali di un quartiere, è stato interpretato in maniera ambivalente sin da quando è stato coniato: sono in molti a pensare che l’arricchimento economico vada di pari passo con una perdita di autenticità, identità e sapore. A New York è un fenomeno che avviene in tempi rapidi: l’area dove ora sorge il Lincoln Center, uno dei cuori pulsanti della vita cittadina, è quella in cui è ambientato West Side Story, e la zona immediatamente a Nord, che sino agli anni Novanta ospitava famiglie dal basso reddito che facevano la spesa in botteghe gestite da asiatici e latino-americani, è diventata una destinazione per le classi più agiate, che possono godere di ristoranti alla moda e negozi che non hanno nulla da invidiare all’East Side. Con ondate differenti, il fenomeno è avvenuto in molte parti di Manhattan: Greenwich Village, Soho e Tribeca e recentemente anche a Brooklyn nei quartieri di Dumbo e Williamsburg.


A questo riguardo ha fatto discutere la notizia che lo studio in cui viveva, lavorava ed è poi morto Jean-Michel Basquiat, è stato affittato da Angelina Jolie. Si tratta di un locale su due piani che l’artista affittava dal mentore Andy Warhol, e sul quale si sono accumulati graffiti in suo onore e nel 2016 è stata posta una targa per celebrarne il “linguaggio visionario”. Situato al 57 di Great Jones Street, nel cuore di NoHo, è stato affittato da Jolie per otto anni a un prezzo di 60 mila dollari al mese. L’attrice è stata elogiata quando ha detto di voler trasformare l’Atelier Jolie, questo il nome prescelto, in «una comunità di creatività e ispirazione, a prescindere dal retroterra socio-economico». Ma l’entusiasmo si è raffreddato alla notizia del ristorante giapponese aperto al primo piano: si accede esclusivamente su invito.

Sul Venerdì del 25 agosto 2023

Leggi i commenti