Di questi tempi c'è da festeggiare se una controversia internazionale si chiude pacificamente, e quindi brindiamo alle Isole Chagos, che smetteranno di essere i Territori Britannici dell'Oceano Indiano (anche se Google Maps non ha ancora cambiato la dicitura) e verranno ricongiunte alla madrepatria, Mauritius. La storia l'avevo raccontata in questa stessa rubrica un paio d'anni fa: tra il 1968 e il 1973 i britannici radunarono i circa 1.000 chagossiani – perlopiù lavoratori nelle piantagioni di cocco e canna da zucchero, discendenti degli schiavi portati lì dall'Africa e dal Madagascar un paio di secoli prima – e li deportarono nella Repubblica di Mauritius, da poco diventata indipendente. L'isola più grande delle Chagos, Diego Garcia, la trasformarono in un'enorme base militare gestita insieme agli Stati Uniti. Da allora Mauritius ha sempre rivendicato l'arcipelago, e diversi organi delle Nazioni Unite le hanno dato ragione. Ora il governo di Keir Starmer ha accettato di cedere la sovranità delle Chagos, ma la base se l’è tenuta: formalmente Diego Garcia sarà concessa in affitto per almeno 99 anni a inglesi e americani. Il che ha lasciato la bocca amara ai profughi chagossiani, che in stragrande maggioranza venivano proprio da Diego Garcia, e che quindi si sentono tagliati fuori dall'accordo. Non è per niente scontato che riescano a tornare in patria, sulle altre isole, del resto ormai disabitate da decenni.
Un compromesso tutto sommato onorevole, che però in questi tempi di neonazionalismo ha scatenato le opposizioni. I tabloid conservatori gridano alla "vergognosa e pericolosa capitolazione", e pazienza se a cominciare le trattative erano stati proprio i Tory di Rishi Sunak. Come scrive il nostro corrispondente Antonello Guerrera, lo spauracchio agitato dai nostalgici dell'Impero è la cessione di altri possedimenti strategici, come le Falkland (che però sono abitate, e da una popolazione compattamente filo-Londra) o addirittura Gibilterra. A dare il colpo di grazia agli epigoni della regina Vittoria, la carta qui sotto, postata da un utente su Reddit: senza le Chagos che coprivano un fuso orario asiatico, per la prima volta da secoli sul British Empire calerà il sole. Arriverà cioè il momento in cui sarà notte su tutti i possedimenti rimasti alla Corona, tra le enclave di Cipro e l'isola pacifica di Pitcairn. Ma bisognerà aspettare il prossimo inverno australe, quando anche i Territori Antartici Britannici si ritroveranno al buio.
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