Il Venerdì

Un piccolo Vaticano musulmano in Albania

Il leader dei Bektashi, Baba Mondi, con il primo ministro albanese Edi Rama
Il leader dei Bektashi, Baba Mondi, con il primo ministro albanese Edi Rama 

VIAGGI DA FERMO Il premier albanese Edi Rama vuole concedere uno Stato sovrano alla comunità dei Bektashi. Per propagandare un “Islam più tollerante”

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Questo fazzoletto di terra alla periferia di Tirana potrebbe diventare presto lo Stato sovrano più piccolo del mondo. Anzi secondo Google Maps lo è già, visto che la scritta che si legge sulla cupola, Shteti Sovran i Urdhit Bektashi, in albanese vuol dire - a fidarsi dei traduttori automatici – Stato Sovrano dell'Ordine Bektashi. Che cosa siano i Bektashi me l'hanno spiegato appunto nel sud dell'Albania dove sono andato per il servizio pubblicato oggi sullo Speciale Viaggi del Venerdì, incontrando qua e là le cupole delle tekke, i loro luoghi di culto: si tratta di una confraternita islamica nata in Turchia nel 13mo secolo sulla scia della tradizione sufi. Diffusi soprattutto nei Balcani, ma con popolose comunità anche tra gli emigrati in vari Paesi del mondo, i Bektashi hanno il quartier generale in Albania dall'inizio del secolo scorso, quando il governo di Ataturk li scacciò dalla Turchia. Sono una delle principali confessioni religiose del Paese, accanto a cattolici, cristiani ortodossi e musulmani sunniti. Dai quali si distinguono, tra l'altro, per un'interpretazione non rigida del Corano, che consente anche una certa tolleranza dei costumi: possono, ad esempio, bere alcol.

E qui entra in scena Edi Rama, il vulcanico primo ministro albanese, che ha già dato prova di essere pronto a cedere la sovranità su pezzi del proprio territorio (vedi l’accordo con Giorgia Meloni per il campo di detenzione dei migranti, seppure ancora vuoto). Proprio per promuovere la "versione tollerante dell'Islam" made in Albania a Rama è venuta l’idea di creare uno Stato sovrano sui dieci ettari del compound dei Bektashi, dietro l’arco d’ingresso che vedete qui sopra. Insomma una specie di Città del Vaticano grande un quarto di quella che c’è a Roma. Rama ne ha parlato al New York Times un paio di mesi fa: mancano ancora tutti i passaggi formali – la pronuncia del Parlamento di Tirana, i requisiti per la cittadinanza, il riconoscimento della comunità internazionale – ma naturalmente c'è già il grato assenso del capo spirituale della confraternita, Edmond Brahimaj, noto ai fedeli come Baba Mondi, il “papa” dei Bektashi. Il quale ha accolto il giornalista del quotidiano americano con un bicchiere di raki, l'onnipresente, e parecchio alcolica, acquavite balcanica. E gli ha assicurato che, a differenza del suo "collega" romano, non ha alcuna pretesa di essere infallibile: "solo Dio non sbaglia mai".

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