Trovare il bene nel male
di Vittorio LingiardiMetà lei, metà lui, metà papà, metà zia, metà ricca, metà povera, metà capo, metà regina, metà qui, metà lì, metà morto, metà viva, metà dentro, metà fuori, metà tutto, metà niente». Così si racconta in canzone Emilia Pérez nel suo musical. Ma chi è Emilia Pérez? E perché quella giostra di desinenze? Come fa a essere morto, ma anche viva? Perché è capo, ma anche regina? Partiamo dall’inizio. Rita Moro Castro è un’avvocata di un grande studio di Città del Messico. Tanto brava quanto sottovalutata.
La sua bravura giunge all’orecchio di Manitas Del Monte, spietato boss del cartello messicano della droga. Che la convoca per chiederle, coprendola d’oro, di aiutarlo a ritirarsi dal narcotraffico e sparire per sempre. Sparire come Manitas, ma rinas…
Metà lei, metà lui, metà papà, metà zia, metà ricca, metà povera, metà capo, metà regina, metà qui, metà lì, metà morto, metà viva, metà dentro, metà fuori, metà tutto, metà niente». Così si racconta in canzone Emilia Pérez nel suo musical. Ma chi è Emilia Pérez? E perché quella giostra di desinenze? Come fa a essere morto, ma anche viva? Perché è capo, ma anche regina? Partiamo dall’inizio. Rita Moro Castro è un’avvocata di un grande studio di Città del Messico. Tanto brava quanto sottovalutata.
La sua bravura giunge all’orecchio di Manitas Del Monte, spietato boss del cartello messicano della droga. Che la convoca per chiederle, coprendola d’oro, di aiutarlo a ritirarsi dal narcotraffico e sparire per sempre. Sparire come Manitas, ma rinascere chirurgicamente come Emilia, la donna che ha sempre sognato di essere. Insoddisfatta del suo lavoro, Rita accetta l’incarico. Da quel momento non sarà solo la vita di Manitas a cambiare per sempre: cambieranno anche quelle di sua moglie Jessi (che lo crede morto), di Rita e di molte, moltissime altre persone. Come la sua protagonista magnetica, l’attrice Karla Sofía Gascón, Emilia Pérez è un’opera transgenere: musical, melodramma, tragedia, thriller, soap opera. Con questo film, Jacques Audiard (mio amato regista di I fratelli Sisters) ha vinto quasi tutto:il Premio della giuria e quello per la miglior interpretazione femminile all’intero cast all’ultimo Cannes, 5 Efa, 10 nomination ai Golden Globe.
Si dice che potrebbe vincere anche l’Oscar per il miglior film. Emilia Pérez (non fate l’errore di vederla doppiata) è un’opera eccessiva e sconsiderata sul bene nel male e sul male nel bene. Una storia di festa e di funerale, pagana, archetipica e trash, dove tutto muore e tutto rinasce. Dopo due ore e dieci di colpi di scena, trovare un finale non era facile. Audiard ci riesce,ed è indimenticabile.
Sul Venerdì del 10 gennaio 2025