Il Venerdì

Che cosa c’entra Terni con San Valentino e gli innamorati

Che cosa c’entra Terni con San Valentino e gli innamorati

VIAGGI DA FERMO Come il patrono della città è diventato il santo dei cuoricini. Forse suo malgrado

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Oggi è San Valentino, auguri a tutti i Valentini e le Valentine e naturalmente a tutti gli innamorati. Quella qui sopra è la statua dedicata al santo dalla città che può vantarsi di ospitare le sue spoglie: l'italianissima Terni. Che naturalmente in questi giorni tenta di intercettare il turismo romantico con tutta una serie di iniziative, prima fra tutte la Festa della Promessa, quando una cinquantina di coppie di fidanzati si riuniranno nella vicina basilica per giurarsi amore davanti al vescovo e alle sacre reliquie.

Ma perché Valentino, vescovo e martire del IV secolo, è diventato il santo degli innamorati, conosciuto e festeggiato anche a migliaia di chilometri dalla sua ridente patria umbra? Forse avrete sentito qualche vaga leggenda secondo cui il buon prelato avrebbe sposato una vergine cristiana e un centurione pagano, convertendo quest'ultimo all'istante, ma basterebbe una storiella del genere per giustificare una devozione giunta intatta fino a noi, con tutto l'armamentario (e il giro d'affari) di cartoline amorose, scatole di cioccolatini, cenette a lume di candela e biancheria sexy in regalo? No, non basta, e su questo c'è da dire che il sito della diocesi di Terni è chiarissimo nell'opporre una scomoda verità a qualsiasi romantica fake news. La leggenda originale del "vero" san Valentino dice che guarì da una grave malattia il figlio di un importante intellettuale romano, che per la gioia si convertì al Cristianesimo; ma il prefetto di Roma, ancora legato alla vecchia élite pagana, arrestò il vescovo e lo fece giustiziare sulla via del ritorno a Terni. L'associazione con gli innamorati, molto più tarda e nata soprattutto nel mondo anglosassone, viene da una coincidenza cronologica, visto che la festa del santo capita a metà febbraio, quando la natura comincia a risvegliarsi (e con lei gli ormoni, aggiungo io) e quando prima dell'era cristiana i romani celebravano i Lupercalia, festa dedicata al sesso e alla trasgressione più che ai bacetti e ai cuoricini. Una coincidenza che probabilmente lascerebbe molto perplesso l'anziano vescovo, come racconta questo esilarante post di Leonardo Tondelli, tenutario di uno dei più longevi blog italiani e autore di un bel Catalogo dei santi ribelli pubblicato da Utet.

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