Ricetta. Cavolo ripieno di se stesso: si comincia in tragedia, si finisce in farcia
di Tommaso MelilliAllen S. Weiss è uno scrittore, critico, fotografo, docente universitario e sceneggiatore di spettacoli di marionette di nazionalità americana ma di origini ungheresi. Ha scritto oltre quaranta libri, alcuni dei quali molto piccoli e molto strani, e spesso introvabili. Uno di questi è oggetto di un mio particolare feticcio, perché s’intitola Come cucinare la fenice, e parla esattamente di questo: alla luce delle fonti e delle leggende soprattutto antiche, quale sarebbe la ricetta ideale per un animale che non esiste e che non è mai esistito?
Ma soprattutto, quale sarebbe la ricetta perfetta per un volatile che ha un rapporto particolare col fuoco, dato che s’incendia da solo e poi rinasce dalle proprie ceneri?
Ma non è di quel piccolo libro che vorrei parlare oggi, ma di un altro, che per…
Allen S. Weiss è uno scrittore, critico, fotografo, docente universitario e sceneggiatore di spettacoli di marionette di nazionalità americana ma di origini ungheresi. Ha scritto oltre quaranta libri, alcuni dei quali molto piccoli e molto strani, e spesso introvabili. Uno di questi è oggetto di un mio particolare feticcio, perché s’intitola Come cucinare la fenice, e parla esattamente di questo: alla luce delle fonti e delle leggende soprattutto antiche, quale sarebbe la ricetta ideale per un animale che non esiste e che non è mai esistito?
Ma soprattutto, quale sarebbe la ricetta perfetta per un volatile che ha un rapporto particolare col fuoco, dato che s’incendia da solo e poi rinasce dalle proprie ceneri?
Ma non è di quel piccolo libro che vorrei parlare oggi, ma di un altro, che per ragioni misteriose era sfuggito alla mia attenzione: nell’unica edizione disponibile, quella francese, s’intitola Autobiographie dans un chou farci (Autobiografia in un involtino di cavolo). È un piccolo trattato filosofico, storico e ovviamente gastronomico su un piatto che l’umanità, soprattutto europea, sembra essere propensa a inventare in modo spontaneo: prendere una o più foglie di cavolo e metterci dentro delle cose.
Weiss, che appartiene a una famiglia di sopravvissuti ai campi di concentramento, ridisegna quindi l’Europa e la sua storia antica e recente tramite i modi di arrotolare cavoli su se stessi: «Detto in altro modo e più semplicemente, secondo la buona vecchia formula dialettica, la storia che comincia come tragedia si ripete come farcia». La farcia, ovviamente, è quella che sta dentro il cavolo. In questo caso, il cavolo stesso.
Ricetta: cavolo ripieno di se stesso
Ingredienti:
Una piccola verza
4 uova
Uno spicchio d’aglio
Olio d’oliva
Sale e pepe
Come procedere:
Lavate e sbollentate le foglie esterne per 1 minuto. Tagliate a pezzi il resto e sbollentatelo 8 minuti, quindi arrostitelo in una pentola con l’aglio tritato e l’olio. Fate ridurre per 40 minuti a fuoco lento. Aprite le uova e mescolatele al cavolo brasato, salate e pepate. In 4 stampini unti di olio, posate le foglie, riempiteli con la farcia, chiudete la foglia e cuocete in forno per 30 minuti. Capovolgete e servite.u