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Salone e Fuorisalone. Non ci siete mai stati? Vi spieghiamo cosa fare

Il Salone del mobile di Milano (Rho Fiera) è dal 21 al 26 aprile. Sopra, la scorsa edizione (Getty images) 

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Non solo arredamento e non solo alla Fiera di Rho. La kermesse, la più importante a livello mondiale, presenta migliaia di eventi. Ecco quelli imperdibili
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Non ci siete mai andati? Non sapete che cosa vi siete persi. Ma proviamo a spiegarvelo. La Settimana del design di Milano è l’appuntamento più importante del mondo dedicato alla casa e all’arredamento, con tanti “imbucati” da mondi affini, come la moda, il beauty, le auto, che non vogliono perdere l’occasione del più grande palcoscenico internazionale che abbiamo in Italia. Magari però avete orecchiato di feste, party, mondanità e varia umanità, che non fanno proprio per noi. Beh, non è così,o almeno le feste e le cene sono solo l’orpello, spesso non necessario di un mondo di sostanza che, secondo i dati dell’associazione di categoria FederlegnoArredo impiega quasi 300 mila addetti e conta oltre 64 mila imprese, generando un valore della produzione pari a 52,2 miliardi di euro, il 4,3 per cento del fatturato dell’industria manifatturiera nazionale. Ma i numeri, per quanto ragguardevoli, non sono capaci di raccontare la bulimia creativa e le dimensioni del fenomeno. Forse il bignamino …

Non ci siete mai andati? Non sapete che cosa vi siete persi. Ma proviamo a spiegarvelo. La Settimana del design di Milano è l’appuntamento più importante del mondo dedicato alla casa e all’arredamento, con tanti “imbucati” da mondi affini, come la moda, il beauty, le auto, che non vogliono perdere l’occasione del più grande palcoscenico internazionale che abbiamo in Italia. Magari però avete orecchiato di feste, party, mondanità e varia umanità, che non fanno proprio per noi. Beh, non è così,o almeno le feste e le cene sono solo l’orpello, spesso non necessario di un mondo di sostanza che, secondo i dati dell’associazione di categoria FederlegnoArredo impiega quasi 300 mila addetti e conta oltre 64 mila imprese, generando un valore della produzione pari a 52,2 miliardi di euro, il 4,3 per cento del fatturato dell’industria manifatturiera nazionale. Ma i numeri, per quanto ragguardevoli, non sono capaci di raccontare la bulimia creativa e le dimensioni del fenomeno. Forse il bignamino che segue può aiutare a inquadrarlo.

E se serve un mobile...

Intanto, l’appuntamento è uno e bino: la Settimana del design dura più di una settimana e già in questi giorni a Milano ci sono tanti eventi. Ma se in città il fermento è già ribollente, alla fiera di Rho il Salone del mobile apre martedì 21. Se avete bisogno di nuovi mobili, se state mettendo su casa,la fiera è il posto migliore dove andare. Ma se non siete architetti o professionisti dell’arredamento dovrete aspettare sabato e domenica perché gli altri giorni sono riservati agli addetti ai lavori. Se siete studenti, avrete anche il venerdì. Il Salone del mobile è nato nel 1961 ed è tuttora la locomotiva della Settimana del design, anche se diversi marchi lo stanno disertando per raccontarsi nei loro showroom milanesi. Al Salone, oltre a tantissimi mobili, e quest’anno anche tante cucine e luci (sono gli appuntamenti biennali), troverete mostre come Raritas, dove scoprirete le crescenti liaisons dangereuses tra l’arte, il collezionismo e il design, o Aurea, un’installazione narrativa che lavora con i codici del lusso e dell’ospitalità come esperienza teatrale e sensoriale, firmata da Numéro 20, studio parigino fondato da Oscar Lucien Ono, interpretazione immaginifica di un albergo, considerato che è uno degli ambiti in cui il nostro made in Italy sa brillare (e fa bene all’export). In ogni caso, non venite via senza fare un salto al SaloneSatellite, dove la fondatrice e curatrice Marva Griffin mette insieme una selezionata scelta di giovani di belle speranze. Tanti designer di successo hanno mosso i primi passi proprio lì.

La città. Il mondo distillato

Intanto che aspettate il weekend, godetevi Milano. Che è affollata da migliaia (non è un’iperbole) di eventi, installazioni, showroom, protagonisti e comparse del design, un brodo primordiale di creatività capace sempre di sorprendervi e meravigliarvi. Con il tempo, quello che viene chiamato anche il Fuorisalone (a sottolineare implicitamente che prima c’è appunto un Salone) si è organizzato in distretti: Brera, Tortona, 5Vie, Porta Venezia, Isola, Durini… Roba da fare girare la testa. Tante cose, però, riguardano singoli marchi, capaci anche di mostrare meraviglie, ma se non avete tanto tempo forse è meglio concentrarvi sui Paesi del mondo. Che sono ampiamente rappresentati.

Uno dei più fedeli è l’Olanda, con Masterly - the Dutch, mostra a cura di Lidewij Edelkoort con Nicole Uniquole che quest’anno celebra i dieci anni con The Wunderkammer: nei quattro piani di Palazzo Giureconsulti oltre cento designer indipendenti e aziende storiche, scuole e artigiani mostrano le loro opere. Le nazioni presenti alla Settimana del design sono davvero tante. A citazione libera: Belgio, Corea, Guatemala, Brasile, Thailandia, Polonia, India. Quest’anno merita attenzione l’Uzbekistan, a palazzo Citterio con When Apricots Blossom, mostra collaborativa fra artigiani locali e designer di vaglia come Bethan Laura Wood con l’obiettivo di reinterpretare il linguaggio materiale e l’eredità ambientale della regione del Mar d’Aral.

Luoghi dimenticati

Un altro dono della Settimana del design è quello di riaprire luoghi dimenticati, di rendere di nuovo accessibili per qualche giorno palazzi e giardini in genere chiusi al pubblico o dismessi. Una delle due sedi di Alcova, kermesse che raccoglie più di 120 espositori di tutto il mondo, è Villa Pestarini, opera dell’architetto Franco Albini, uno dei padri del design italiano, mai aperta al pubblico. Tra le tante cose segnaliamo l’installazione di una fuoriclasse come Patricia Urquiola per Cassina e la rivalutazione di un talento come l’architetta Luisa Castiglioni, che di Albini fu assistente prima di aprire un proprio studio.

Le tendenze

La Settimana del design è anche il luogo dove le tendenze dell’abitare si manifestano, si affermano, mutano. Un osservatorio dove quest’anno, mentre si confermano la contaminazione tra living e cucina e i mobili polifunzionali, emerge un interessante fenomeno, forse quello che più è in sintonia con i giovani:la camera da letto come stanza della socialità. Bizzarro? Intanto tra i nuovi mobili di questa edizione ce ne sono che integrano il letto e il divano.

I protagonisti

Le star ovviamente sono loro:i creativi. Ogni anno, il gioco è capire quale è il protagonista principale, riconoscimento che deve considerare sia la quantità di opere che presenta, sia la loro rilevanza. Alcuni si confermano sempre ai vertici, come Piero Lissoni o Urquiola, ma per il 2026 indichiamo lo studio canadese Yabu Pushelberg, che firma opere per Poliform, Molteni, Living Divani e altri. Lo studio è esemplare di uno dei fenomeni del made in Italy: autori di arredi sono spesso anche architetti che realizzano importanti progetti all’estero. È naturale che poi, quando li devono arredare, usino quei mobili che hanno disegnato per i nostri marchi.

Fra i tanti nomi, menzione anche per un veterano come Ferruccio Laviani, art director di Kartell che quest’anno presenta un progetto per il bagno che vede la collaborazione di Laufen, e un’emergente come Federica Blasi, con il prezioso debutto con un marchio storico come DePadova. E poi, nel quadro del fenomeno sempre dominante del vintage, obbligatorio citare il caso di Carlo Mollino, architetto torinese le cui opere vengono battute a cifre record alle aste. Era morto senza eredi e tutto il suo archivio era finito al Demanio. Adesso Zanotta, marchio di Cassina, ha vinto il bando per rieditare trenta delle sue opere. La prima, appena presentata, è la bellissima scrivania Vertebra. Una dimostrazione di come scegliere il design può coniugare la voglia di bellezza con la saggezza dell’investimento.

Sul Venerdì del 10 aprile 2026

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