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Irlanda

Ritratto di pub

Da Dublino a Cork, da Galway ai più piccoli paesi della costa e dell'interno. Ecco un viaggio nei locali irlandesi dove la pinta di birra non è la sola regina: si può anche mangiare, ascoltare poesia, cantare, ballare e, soprattutto, socializzare

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Due operai in abiti da lavoro poggiati gomito a gomito sul bancone, con una pinta di birra davanti. Entrando in un pub, ad ogni ora, si scope che quasi tutti passano di lì, in quello che, dalle grandi città ai piccoli villaggi, rimane il fulcro di una socialità non solo maschile.

Qualsiasi momento della giornata è buono per andarci. La mattina per leggere il giornale, a pranzo per un pub-grub, il piatto del giorno, dopo il lavoro per giocare a carte, freccette, seguire eventi sportivi, e soprattutto la sera, per abbandonarsi all'amato craic, il chiacchierare e divertirsi in compagnia, magari assistendo a coinvolgenti session di musica tradizionale.

Che sia un pub spartano, o un elegante locale vittoriano, l'elemento principale che accomuna gli avventori è una pinta di birra scura. Per alcuni, una quotidiana replica di abitudini inebrianti e liberatorie. Può sembrare un'idea bizzarra, ma a voler dipingere i frequentatori di un pub, il punto di avvistamento più idoneo potrebbe essere uno sgabello sistemato nei pressi della toilet, naturale sbocco dei fiumi di birra: si assisterebbe al viavai di un'umanità diversissima.

L'operaio sarà seguito dall'uomo d'affari con la cravatta, da una vecchietta un po' su di giri, da ragazze che camminano incerte sui tacchi a spillo, da uomini in maniche di camicia. I giovani sono ancora molti, anche se stanno pian piano spostandosi nei locali più trendy.

Numerosi pub offrono piatti caldi, elencati sulla lavagnetta all'esterno, e i pranzi domenicali sono affollati di famiglie con bambini. Cenare in un pub è invece un'impresa resa non sempre facile.

In genere si mangia fino alle sette e trenta di sera, e già alle cinque di pomeriggio i tavoli sono pieni di piatti di carne e verdura, come il tipico irish stew, uno stufato di montone con patate, cipolle e brodo, pietanze che vanno esurite presto. Conclusi i pasti, la scena cambia.

I locali si riempiono all'inverosimile, si deve sgomitare per conquistare il bancone, davanti al quale gli avventori si accalcano. Non c'è servizio al tavolo. Le bevande - birra, whiskey (che qui ha una "e" in più!) o una miscela dei due - si ordinano lì, con semplici cenni e vanno pagate sull'unghia.

Niente camerieri, solo velocissi ragazze che girano a raccogliere i boccali vuoti. Gli ambienti sono permeati da un forte odore di birra, mentre del fumo, bandito nel 2004, rimane un ricordo sulle pareti. Ora i fumatori si ritrovano fuori, o nei beer garden o negli angoli attrezzati.

Il primo impatto serale con un pub irlandese è caratterizzato dalla confusione e disorienta un po'. Ci si trova a zigzagare fra la gente, guardandosi intorno come spettatori di un mondo rumoroso e surreale. Ma con una pinta di birra quell'universo esuberante appare subito, però, meno estraneo.

A quel punto, se si vuole provare fino in fondo l'ebbrezza dell'esperienza irlandese più autentica, non resta che accettare l'invito a un tavolo di gente del luogo. È però bene sapere che ci si troverà a fare i conti con usanze consolidate: ognuno deve pagare il proprio turno e una pinta non può essere lasciata a metà.

Le regole di quel mondo sono chiare: si osserva il liquido denso che pian piano si deposita, gli anelli di schiuma bianca che compaiono a metà bevuta, e forse ci si convince che in Irlanda il gusto tostato della stout è migliore, e che l'operazione di spillatura va effettuata con tutti i crismi. Tempi precisi, mani esperte, gesti amorevoli.

La magia è compiuta. La Guinness da bevanda si trasforma in mito. D'estate, quando il buio tarda ad arrivare, le norme che regolano la chiusura dei pub rendono troppo brevi le serate. Ma le proibizioni non si addicono agli irlandesi, e il limite delle 23,30 viene interpretato in modo elastico, come il momento dopo il quale non si può più servire.

Se le principali città, per le quali abbiamo suggerito un itinerario, pullulano di pub interessanti, in molti altri angoli dell'isola ci sono locali che valgono una sosta. Come l'antico Hargadon's Bros di Sligo, oppure il celebre O'Connor's Pub, ritrovo dei musicisti celti, nel piccolo villaggio di Doolin. Merita una visita anche Killarney, luogo ideale per ascoltare il ritmo di tamburi popolari e le cornamuse.