Lipsia è stata - fino ad oggi e per tutta la sua storia - città di mercanti e di artisti, di letterati e di musicisti. Si trova nel cuore dell'Europa e fa parte di quelle città di media taglia che costituiscono la vera ricchezza della Germania turistica. La Germania ha molto della Sassonia. Nel commercio, intanto: anche quando - prima del novembre 1989 - le Germanie erano due, Lipsia era città più viva di altre. Famosa per la sua grande Fiera, le cui radici affondano nel milleduecento, quando le furono accordati privilegi di città commerciale. E fino alla Seconda guerra mondiale mantenne il rango di città-vetrina di commerci, macchinari e prodotti tessili. Ma anche al tempo della DDR, Lipsia ha mantenuto un ruolo di primo piano sulla scena internazionale. La Fiera - Leipziger Messe, una bella architettura a forma di conchiglia - è uno dei grandi eventi europei, da sempre primo richiamo turistico, il cuore commerciale di Lipsia, che è invece anche "altro", vediamo che cosa. "Luogo dei tigli", intanto, così dice in origine il suo antico nome datole una tribù slava, Lipa. La Germania di oggi, va cercata nelle nuove architetture hi-tech, e nei centri storici ben conservati, ove non distrutti dalla Seconda guerra mondiale.
Commerci, industria e posizione geografica riportano Lipsia a quello che è sempre stata, la grande città di uno dei più importanti Ländern tedeschi, la Sassonia. Occupa una posizione centrale non solo geograficamente nella nuova Europa. Capitale del football per una decina di giorni, certo, ma anche capitale del mondo librario e - si può dire - della più elevata musica. Vi si tiene l'importantissima Fiera del Libro (Leipziger Buchmesse), istituzione con un passato secolare. A Lipsia fu fondata nel 1481 la prima stamperia, tradizione che continua con la presenza di diverse Case editrici, esposizioni di libri d'arte, un'università di grafica e arte libraria e biblioteche come la Universitätbibliothek: fondata nel 1543, con 3 milioni di stampati, 3500 incunaboli, quasi 9 mila codici manoscritti.
Ma dopo la visita dovuta allo stadio del Campionato del Mondo, il dopo-partita non può non essere dedicato alla città, iniziando dal suo centro che si apre tra il vecchio municipio (Altes Rathhaus), la Thomaskirche, l'Opernhaus (Opera) e il mitico Gewandhaus. E qui, Lipsia parla al mondo con la musica. Un mix inedito, quest'anno: football di richiamo mondiale e festival e istituzioni musicali con la più alta reputazione al mondo. Berlino, e Vienna, e Monaco e Salisburgo competono con le loro orchestre e festival, ma batte qui il cuore della musica del mondo germanico. E con un'istituzione particolare: il Gewandhaus, il cui direttore stabile (Gewandhauskapellmeister) è l'italiano Riccardo Chailly: un onore, nella città dove Johann Sebastian Bach compose il più alto numero di opere. Come pure quest'anno sarebbe un grande onore per il football, riuscire a trasferire un certo numero di tifosi dal Zentralstadion al Gewandhaus, che ha 250 anni di vita, con un'orchestra diretta da Felix Mendelssohn Bartholdy tanto per far nomi, e - in tempi recenti - da Kurt Masur che legò il suo nome al movimento del dissenso che portò al crollo del Muro.
Ma è lui, Johann Sebastian Bach, che incontriamo ovunque nelle strade del centro di Lipsia. Primo incontro con la statua sul fianco della Thomaskirche, chiesa di S.Tommaso, fondata nel 1212 in stile romanico dagli Agostiniani, riedificata poi con navate gotiche a fine '400. Questa fu casa e luogo di lavoro del Kantor, Bach appunto, maestro del coro. Che ancora esiste, e che ancora si esibisce ogni sabato alle 15. E lui - il vecchio sublime parruccone che ordinò la musica come oggi la conosciamo - è sepolto lì, nel coro. Una lastra in bronzo e un pavimento in pietra sono il suo riposo. E se proprio l'appassionato di calcio si farà sedurre dalla sua musica, nella sua città - sappia anche che ogni anno - si tiene la più importante rassegna di musica bachiana al mondo: il Bach Festival, appunto.
Lipsia sarà città viva, vivissima durante il Campionato del Mondo. Sovrapposizione di cori: tra il profano urlo dell'arena del foot-ball e il sacro dei corali. Lipsia è città di vita palpitante: tradizione del sapere e dell'arte hanno innescato - anche nella non lontana Dresda - quel dissenso anti-regime nella Germania est, conclusosi con il crollo del Muro. La politica è diventata storia nel 1989 a partire dalla chiesa di St.Nicholas. Ogni lunedì sera, preghiere della pace. Poi, le folle dei dissidenti davano vita al pacifico corteo silenzioso che portò alla fine dei due mondi contrapposti. Al Runde Ecke, visitabile il Museo della Stasi, la polizia segreta.
Il Campionato Mondiale ha senz'altro un merito, commentano i giornali di Lipsia: quello di completare un panorama sublime, ma d'ora in poi non più limitato agli amanti dei libri e ai fans della musica, ai manager e agli industriali che piovono da ogni parte del mondo. Qui dovranno passare d'ora in poi i turisti, coloro che cercano questa città per visitarla e viverla. Per vederne i musei, obbligatorio il Museum der bildenden Künste, fondato nel 1837: centinaia di opere che segnano l'arte attraverso diversi secoli; dagli antichi tedeschi (Cranach, Schongauer), agli olandesi del XVII secolo (Rembrandt, van Ostade), gli italiani dal XV al XVIII secolo (Canaletto e Tintoretto), via via poi fino ai moderni come Segantini e Munch.
Le visite di Paesi e città straniere comportano una ragione principale, come il football: questa volta un'altra può essere aggregata, secondaria, come musica ed arte. L'ora dello shopping scocca ovunque. Il centro di Lipsia è stato ben ricostruito dopo il 1990, con encomiabile rispetto del passato, ed è ricco di occasioni di spesa: librerie, negozi di musica e moderne shopping mall, buoni, spesso ottimi ristoranti. Un cospicuo centro acquisti è rappresentato dalla Hauptbahnof Promenade (Passeggiata della Stazione), successione di oltre 150 negozi e outlets, alcuni con chiusura dilazionata fino alle 22).
Ora di cena in zona centro. Anche a Lipsia, ci sono aree dove si intervallano angolini di vecchio stampo con ristoranti tradizionali e altri di taglio moderno o modernissimo. I quartieri della passeggiata sono più d'uno: Drallewatsch è un angoletto di case e strade. Qui attorno la città mostra quanto potessero "convivere" vicini edifici e stili: sfilano palazzi e case barocche, rinascimentali o dell'epoca guglielmina. In dialetto sassone, questa parola, Drallewatsch, sta per "l'uscita serale": da un ristorante a un pub a un bar. Altro distretto interessante, Schauspielviertel, non lontano dal teatro Schauspielhaus, lungo la via Gottschedstrasse); e poi un altro ancora, il "Südmeile", il miglio a Sud, parallela alla Karl-Liebknecht-Strasse, a sud del centro. Queste zone sono ormai sinonimo di cena. Basta con la cultura? Ancora una citazione, una via di mezzo. Provate la Auerbachs Keller, ristorante-cantina immortalato nel "Faust" di Goethe. Poi c'è la natura: Lipsia ha tutt'attorno una campagna di grande bellezza e luoghi rilevanti come il Völkerschlachtdenkmal, vasto edificio voluto per celebrare la sconfitta di Napoleone nella battaglia, appunto, di Lipsia. Un colosso da vedere, prima dell'ultimo caffè - curiosità intrigante per noi italiani - bevanda di cui i Sassoni vanno fieri. Bach lo celebrò, Georg Philip Telemann, genio della musica barocca tedesca, anche. E oggi numerosi negozi e caffè son testimoni di un commercio che divenne parte della cultura.