IL TRAFFICO aereo è, al giorno d'oggi, sempre più congestionato e non
è facile mantenerlo ordinato e fluido.Gli enti di controllo hanno l'ingrato
compito di coordinare le partenze da un aeroporto, lo scorrimento del traffico
lungo le aerovie (vere e proprie autostrade dei cieli) e gli arrivi nei vari
aeroporti di destinazione. Per risolvere questo complicato puzzle Eurocontrol
(l'ente che sovrintende al controllo del traffico aereo europeo) assegna
ad ogni volo un tempo limite, oltre l'orario pubblicato, entro il quale
l'aereo deve muoversi dal parcheggio.
Questo limite è oggi di quindici minuti, ed è già, anche se non viene chiamato così, uno "slot", ovverosia una "fessura" di tempo nella quale l'aereo in partenza si deve "infilare". Per ragioni che possono essere le più disparate, da un problema tecnico alle pulizie dell'aereo che richiedono più tempo del previsto, da un ritardo precedente a un passeggero che all'ultimo momento non si trova più, dalle condizioni meteorologiche sfavorevoli ai controlli di sicurezza che vanno un po' a rilento e via dicendo, non sempre questo è possibile. Appena i piloti se ne rendono conto inizia via radio un lavoro di contrattazione che, se tutto va bene, si risolve nello spostare in avanti di qualche minuto la partenza, ma se l'imprevisto capita in un momento di traffico intenso questo piccolo aggiustamento non è fattibile: Eurocontrol è costretto a cercare la prima "fessura" disponibile, magari la trova soltanto un'ora più tardi, e, come si dice in gergo, "mette il volo sotto slot".
La notizia cala come una mazzata sulla testa dei passeggeri, tanto più funesta perché, come abbiamo appena visto, di solito arriva quando il volo è già in ritardo e le reazioni non tardano a farsi sentire: c'è chi, forse sapendo di non poter fare niente, la prende con rassegnazione, chi impreca contro gli addetti al check-in o, se già si trova a bordo, contro hostess e piloti, e chi invece non perde l'occasione per fare sfoggio di un sano umorismo, come l'anziano signore che, poco tempo fa, salendo con oltre un'ora di ritardo sull'aereo che quel giorno mi trovavo malauguratamente a pilotare, strizzando l'occhio mi ha detto: "Secondo me, lo chiamano slot perché partire in orario è difficile come vincere una cappellata di soldi alle slot-machines".
Questo limite è oggi di quindici minuti, ed è già, anche se non viene chiamato così, uno "slot", ovverosia una "fessura" di tempo nella quale l'aereo in partenza si deve "infilare". Per ragioni che possono essere le più disparate, da un problema tecnico alle pulizie dell'aereo che richiedono più tempo del previsto, da un ritardo precedente a un passeggero che all'ultimo momento non si trova più, dalle condizioni meteorologiche sfavorevoli ai controlli di sicurezza che vanno un po' a rilento e via dicendo, non sempre questo è possibile. Appena i piloti se ne rendono conto inizia via radio un lavoro di contrattazione che, se tutto va bene, si risolve nello spostare in avanti di qualche minuto la partenza, ma se l'imprevisto capita in un momento di traffico intenso questo piccolo aggiustamento non è fattibile: Eurocontrol è costretto a cercare la prima "fessura" disponibile, magari la trova soltanto un'ora più tardi, e, come si dice in gergo, "mette il volo sotto slot".
La notizia cala come una mazzata sulla testa dei passeggeri, tanto più funesta perché, come abbiamo appena visto, di solito arriva quando il volo è già in ritardo e le reazioni non tardano a farsi sentire: c'è chi, forse sapendo di non poter fare niente, la prende con rassegnazione, chi impreca contro gli addetti al check-in o, se già si trova a bordo, contro hostess e piloti, e chi invece non perde l'occasione per fare sfoggio di un sano umorismo, come l'anziano signore che, poco tempo fa, salendo con oltre un'ora di ritardo sull'aereo che quel giorno mi trovavo malauguratamente a pilotare, strizzando l'occhio mi ha detto: "Secondo me, lo chiamano slot perché partire in orario è difficile come vincere una cappellata di soldi alle slot-machines".