Viaggi

Cina

Fortezze circolari

Nel sud-ovest della provincia del Fujian, tra le pieghe di particolari vallate, si può visitare uno spettacolare patrimonio architettonico in una atmosfera sospesa nel tempo. I Viaggi

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Per il viaggiatore alla ricerca di mete insolite e alternative la Cina è come un enorme scrigno zeppo di tesori tutti da scoprire, resi finalmente accessibili da nuove vie di comunicazione e dalla graduale apertura al turismo delle regioni più remote. Solo da pochi anni, per esempio, è possibile raggiungere senza troppa difficoltà il distretto di Yongding, nel sud-ovest della provincia del Fujian, dove l'isolamento secolare ha contribuito a preservare il patrimonio architettonico dei tu lou, le spettacolari case-fortezza degli hakka, il fiero popolo migrato dalle regioni settentrionali attorno al 1000 in fuga da guerre e carestie.

Stabilitisi tra le pieghe di queste vallate appartate, i "forestieri" (questo il significato del nome hakka) hanno ricreato la loro organizzazione sociale in clan e costruito le loro singolari abitazioni circolari di terra, veri e propri condomini ante-litteram a quattro, cinque piani che possono ospitare sotto lo stesso tetto decine di famiglie. Accessibili da un unico portone e in genere dotati di finestre solo ai piani superiori, i tu lou erano concepiti per proteggere gli abitanti da eventuali incursioni di ladri o invasori.

Isolati o riuniti in villaggi, punteggiano il paesaggio di risaie e foreste di bambù e nessuno sa con precisione quanti siano, forse 20.000, forse di più. Partendo da Xiamen, con la mia guida Yuanyuan viaggiamo per circa cinque ore tra colline e foreste di bambù prima di raggiungere il villaggio di Hukeng che rappresenta un'ottima base per esplorare quest'angolo di Cina rurale ancora ignorata dai circuiti turistici più battuti. E che vanta la più alta concentrazione di tu lou, alcuni vecchi di cinque o sei secoli che risalgono addirittura alla dinastia Ming (1368-1644) e per il loro valore storico e culturale sono prossimi a entrare nella lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco.

Con un diametro di 73 metri e un totale di 400 camere distribuite su quattro piani, il tu lou Chengqi, nel villaggio di Gaotuo, è in assoluto la più grande delle case-fortezza della regione. Superato l'imponente portone, entriamo nella corte interna, circondata da tre ordini di balconate in legno, collegate da scale comuni, dove ferve l'attività conviviale degli abitanti. Direttamente affacciata sulla corte c'è la cucina che è anche l'ambiente dove si trascorrono le giornate invernali; sopra c'è il granaio che all'occorrenza può servire come magazzino; mentre al terzo e al quarto piano si trovano le camere da letto, arieggiate da piccole finestre.

[[ge:rep-locali:repubblica:117035068]]Come un gioco di scatole cinesi, l'edificio principale ne contiene altri, più piccoli, al suo interno. Parte della corte è infatti occupata da pollai, latrine, pozzi d'acqua e cucine all'aperto utilizzate nella stagione estiva, mentre al centro campeggia il tempietto in cui vengono venerati gli antenati dai quali discendono tutti gli abitanti del tu lou. Più che un semplice condominio, quindi, ogni tu lou è praticamente un villaggio, di cui la corte è la piazza centrale. Ma basta sprangare il portone per trasformarlo in un'inaccessibile fortezza.

Un paese in miniatura è anche il singolare complesso di Tianluokeng: immerso nei silenzi dei monti Wuyi, è composto da un edificio quadrato circondato da quattro tu lou circolari, tutti collegati tra loro. Nonostante sia popolato soprattutto da anziani, donne e bambini, dal momento che gli uomini preferiscono emigrare in città, il villaggio è praticamente autosufficiente e tutti gli abitanti sono legati da una rete di solidarietà reciproca. La vita scorre lenta, seguendo il ritmo delle stagioni, cadenzata dai lavori nei campi e nelle risaie da cui proviene il sostentamento per tutta la comunità.

La stessa atmosfera sospesa nel tempo si ritrova anche nel villaggio di Chuxi, un agglomerato di una trentina di tu lou incastonati sul fianco di una montagna, in fondo a una strada tortuosa e accidentata che tuttavia non scoraggia i turisti cinesi che sempre più numerosi si avventurano in queste vallate alla ricerca delle loro radici. La grande attrazione, qui, è Jiqing lou, la più antica delle case-fortezza del distretto di Yongding. Costruita senza l'utilizzo di un singolo chiodo quasi sei secoli fa, è un capolavoro dell'epoca Ming e per questo considerata una meraviglia della tecnica architettonica degli Hakka, fondata ovviamente sull'antica arte del feng shui.

Va da sé che nessun tu lou è stato mai costruito senza aver prima consultato l'esperto di geomanzia, l'unico in grado di "leggere" il terreno e gli elementi del luogo e stabilire senza alcuna possibilità di errore la posizione e l'orientamento più favorevoli. Fondamentale, quindi mai casuale, è anche la disposizione del tempio degli antenati (di solito in asse con l'ingresso principale), visto che secondo la tradizione l'altare degli avi ha il potere di canalizzare le energie positive, diffondendo per tutto l'edificio salute, ricchezza, felicità e figli maschi. Complessi calcoli geomantici sono stati decisivi anche per definire la dislocazione degli edifici di Hongkeng che è quasi una città di tu lou: se ne contano un centinaio disseminati lungo il corso di un torrente, di varie forme e dimensioni. Alcuni così piccoli da poter ospitare cinque o sei famiglie al massimo, altri imponenti come castelli.

Nel villaggio vivono tuttora circa 2.500 persone, tutte con lo stesso cognome, Lin. Mentre ci guida nella visita di Zhencheng lou, che si erge maestoso al centro di una spianata, Lin Shangshang ci confida che "per un millennio i tu lou hanno consentito a noi Hakka di preservare la nostra identità culturale. Ma è giunto il tempo di riconoscere che sono i tu lou stessi il vero, grande patrimonio che i nostri padri ci hanno lasciato in eredità. E ora tocca a noi proteggerli e valorizzarli".