UNA VOLTA le chiamavano “carrette dell'aria”: erano aerei che avevano
già diversi anni di vita e migliaia e migliaia di voli sulle spalle (o per meglio
dire, sulle ali) e venivano generalmente venduti dalle compagnie maggiori
ad altre, più piccole, specializzate in voli charter.
L'epoca del turismo di massa verso località più o meno esotiche era agli
albori, e da allora molte cose sono cambiate: i paradisi vacanzieri si sono
moltiplicati, la fetta di mercato è diventata consistente, attirando grossi
investimenti, e molte compagnie charter (nel frattempo cresciute in numero
e dimensioni) possono ormai vantare una flotta “giovane” quanto
quella delle cosiddette majors.
Non è tuttavia il generale ammodernamento della flotta che può, da solo,
garantire una maggior sicurezza, e non è assolutamente detto che una
macchina nuova sia più affidabile di una vecchia: tutto dipende dalla qualità
delle operazioni di manutenzione, che per un aereo di linea cominciano
subito dopo il primo volo.
Infatti, anche nelle poche decine di minuti che intercorrono tra un arrivo
e la successiva partenza, i tecnici intervengono per effettuare controlli
di routine o per correggere piccole anomalie riscontrate dai piloti: è già
un primo tipo di “tagliando”, e a sera ce n'è un altro, più approfondito, e
poi altri ancora, via via più complessi, legati alle ore di volo, al numero dei
decolli e atterraggi e a scadenze temporali. Controlli sempre più pignoli,
che arrivano addirittura, dopo qualche anno, alla sverniciatura completa
dell'aereo per un esame visivo della fusoliera.
Noi le chiamiamo “ispezioni”, fanno parte della normale vita operativa
dei nostri aerei e fino a che vengono svolte regolarmente si può volare in
perfetta sicurezza anche su macchine ormai venerande. Certo, nonostante
tutte le attenzioni, queste “nonnine” mostrano inevitabilmente i segni
del tempo: diventano via via più scomode e rumorose rispetto ai modelli
più recenti, i loro consumi aumentano, si fa sempre più costoso mantenerle
in perfetta efficienza e i passeggeri storcono il naso di fronte al loro
aspetto un po' demodé, chiedendosi, ingiustamente, se
sia sicuro affidare le loro vite a “quella vecchia carretta”.
E allora basta: è tempo di andare in pensione lasciandosi
alle spalle una scia di cuori (di piloti) infranti.
Altaquota
Controlli alle 'carrette'
di Pietro PalliniSono gli aerei con diversi anni di vita e migliaia di ore di ore di volo alle spalle. Ma non sempre un apparecchio più giovane è anche più sicuro. I Viaggi