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Se i piloti non votano

In volo per il Giappone proprio mentre sono aperte le urne per le politiche: chi guida un aereo può esprimere la sua preferenza solo se ha la fortuna di fare scalo in una località dove è prevista la possibilità di voto all'estero

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Il meccanismo del trasporto aereo ha ormai assunto dimensioni e ritmi tali da non concedere più pause. Oggi, cosa impensata fino a qualche decennio fa, non c'è praticamente più differenza tra il numero dei voli programmati la domenica o in un qualsiasi giorno feriale. E siccome i turni di volo durano in genere quattro o cinque giorni, per chi pilota un aereo (o comunque ci lavora sopra, come gli assistenti di volo) anche l'organizzazione di un semplice week-end può costituire un problema, e magari, quando si è finalmente riusciti a metter su una bella scampagnata o un fine settimana al mare con amici e parenti, va a finire che piove per due giorni di seguito e se ne riparla, forse, tra due o tre settimane.

E le cose non vanno certo meglio in occasione di quelle che una volta erano definite “festività comandate”. In questi periodi infatti, per far fronte alle necessità vacanziere, il numero dei voli è addirittura incrementato, tanto che per un pilota è praticamente impossibile trascorrere in famiglia sia il Natale che il Capodanno: bisogna scegliere, e non è del tutto esclusa la possibilità di dover passare, non necessariamente in volo, magari in sosta da qualche parte del mondo, ma pur sempre lontano dai propri cari, sia l'una che l'altra festa. Ma il discorso non finisce qui, e non riguarda solo gite fuori porta, cenoni natalizi e altre futilità: il lavoro a volte interferisce pesantemente anche con avvenimenti ben più seri, come le elezioni.

Per quanto importanti possano essere nella vita di un paese, le scadenze elettorali non fermano la macchina del trasporto aereo e questo pone spesso i naviganti nella situazione di non poter esercitare il loro diritto-dovere di cittadini. Quando si tratta di una consultazione referendaria o politica è sempre possibile partecipare al voto, a condizione di trovarsi in territorio italiano. In questo caso ci si può presentare, muniti della propria tessera elettorale, alla direzione dell'aeroporto nel quale si fa scalo e chiedere di essere ammessi a votare nella sezione più vicina all'aeroporto stesso, ma questo, ovviamente, non vale in caso di elezioni amministrative. Se poi, come nel mio caso quest'anno, il turno prevede un volo in Giappone, allora si può dire addio alla possibilità di riuscire a esprimere la propria preferenza.

Pietro Pallini è pilota di voli internazionali