IL MOMENTO CHE tanti aspettavano con ansia è arrivato: l'Unione Europea ha detto sì all'uso del telefono cellulare in volo. La sperimentazione, condotta da due compagnie aeree, ha dimostrato che è possibile coniugare efficacemente la sicurezza del volo e la necessità di comunicazione dei passeggeri e (perché no?) degli equipaggi. Il sistema si basa su un apparato in grado di creare intorno all'aereo una cella in tutto e per tutto simile a quelle già esistenti a terra. Questo consente di limitare le potenze di emissione, eliminando i rischi di interferenza con le apparecchiature di bordo (che a loro devono avere apposite schermature), evita che a bassa quota il segnale proveniente dai cellulari venga trasmesso a più di un'antenna, e permette di ovviare ai limiti di copertura della rete terrestre alle alte quote. In parole povere, si tratta di montare su ogni aereo una "picocella" (così è battezzato l'impianto in questione) capace di raccoglie i segnali dei cellulari presenti a bordo e di inviarli a un satellite.
Di qui il tutto viene ritrasmesso a terra, e il gioco è fatto: via libera alle telefonate e agli sms dai cieli. I maniaci della tastiera e delle suonerie polifoniche faranno però bene a frenare il loro entusiasmo: l'uso del cellulare in volo, anche se la Commissione Europea ha promesso di vigilare affinché le tariffe non diventino troppo elevate, avrà un costo nettamente più alto rispetto alle tradizionali chiamate "terra terra". Inoltre il sistema consentirà non più di cinque o sei chiamate contemporanee e potrà essere attivato solo sopra una certa quota, più o meno uguale a quella che oggi segna il limite di utilizzo dei computer portatili a bordo. E poi, se gli aerei nuovi usciranno dalle linee di montaggio già equipaggiati a dovere, per quelli che già sono in linea ci saranno anche dei tempi tecnici di installazione degli impianti che rischiano di essere abbastanza lunghi.
Si tratta quindi di un "via libera" ancora condizionato da diverse limitazioni, e questo forse gioverà a restituire un po' di tranquillità a chi, poco interessato alla prospettiva di poter parlare in volo con i propri cari rimasti a casa o con chi attende a destinazione, teme di veder sparire una delle ultime oasi libere dalle spesso troppo invadenti suonerie dei telefonini
Di qui il tutto viene ritrasmesso a terra, e il gioco è fatto: via libera alle telefonate e agli sms dai cieli. I maniaci della tastiera e delle suonerie polifoniche faranno però bene a frenare il loro entusiasmo: l'uso del cellulare in volo, anche se la Commissione Europea ha promesso di vigilare affinché le tariffe non diventino troppo elevate, avrà un costo nettamente più alto rispetto alle tradizionali chiamate "terra terra". Inoltre il sistema consentirà non più di cinque o sei chiamate contemporanee e potrà essere attivato solo sopra una certa quota, più o meno uguale a quella che oggi segna il limite di utilizzo dei computer portatili a bordo. E poi, se gli aerei nuovi usciranno dalle linee di montaggio già equipaggiati a dovere, per quelli che già sono in linea ci saranno anche dei tempi tecnici di installazione degli impianti che rischiano di essere abbastanza lunghi.
Si tratta quindi di un "via libera" ancora condizionato da diverse limitazioni, e questo forse gioverà a restituire un po' di tranquillità a chi, poco interessato alla prospettiva di poter parlare in volo con i propri cari rimasti a casa o con chi attende a destinazione, teme di veder sparire una delle ultime oasi libere dalle spesso troppo invadenti suonerie dei telefonini