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Ludwig, lo Zar e i film di Bellocchio

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NEL 1850 il conte Cesare Mattei, pioniere dell’omeopatia e fortunato proprietario di industrie farmaceutiche in varie parti del mondo, pose la prima pietra di quella che sarebbe diventata la sua dimora a 10 km da Riola e nel territorio comunale di Grizzana Morandi, edificata sui resti di un antico fortilizio appartenuto a Matilde di Canossa: un misto di Cremlino e maniero moresco-medieval-fiabesco, con cupole dorate, logge comunicanti tra loro, torri merlate e mura coperte di mosaici a motivi geometrici, saloni affrescati, scalinate, addirittura un cortile che imita quello dell’Alhambra di Granada e una cappella che ricorda la cattedrale di Córdoba… Il conte vi visse attorniato da una sorta di corte medievale che comprendeva anche i giullari, e la Rocchetta Mattei divenne talmente famosa nella seconda metà dell’800 che, sia per curiosità che per farsi curare dall’insigne omeopata – la sua invenzione si chiamava elettromeopatia - annoverò tra i suoi ospiti Ludwig di Baviera e lo Zar Alessandro II.

Una fama che fu colta persino da Dostoevskji, tanto da citarla ne “I fratelli Karamazov”, quando il diavolo, che infesta le allucinazioni di Ivan, racconta di essersi curato i reumatismi grazie a un libro e alle gocce miracolose del conte Mattei. Acquistata dalla Fondazione Carisbo nel 2005, la Rocchetta verrà finalmente restaurata, rispettando la struttura originaria, nell’ambito del progetto di riqualificazione della Valle del Reno. Il cinema ne conserverà qualche immagine di com’era sul finire del 900: qui sono stati girati film di Marco Bellocchio e Pupi Avati