VINCENZO CARDARELLI, è uno dei più grandi "poeti minori" della nostra letteratura. Nacque il 1 maggio 1887 a Corneto Tarquinia ed ebbe con la sua città un rapporto conflittuale, di amore e odio: voleva fuggirla, ma non poteva restarne lontano.
La definiva «un paese di spettri/ dove nulla è mutato fuor che i vivi/ che usurpano il posto dei morti./ Qui tutto è fermo,/ incantato nel mio ricordo./ Anche il vento». Collaborò con l'Avanti e altri giornali (nel 1919 fonda anche una rivista letteraria, La Ronda), ma in realtà visse arrangiandosi con i lavori più vari in quella Roma - anche letteraria - che non seppe accoglierlo.
Vinse nel 1929 il premio Bagutta con la raccolta Il sole a picco, ma fu una delle poche soddisfazioni che ebbe da vivo. Morì in solitudine, cinquant'anni fa, nel 1959. «... Ora che passa e declina,/ in quest'autunno che incede/ con lentezza indicibile,/ il miglior tempo della nostra vita/ e lungamente ci dice addio».
La definiva «un paese di spettri/ dove nulla è mutato fuor che i vivi/ che usurpano il posto dei morti./ Qui tutto è fermo,/ incantato nel mio ricordo./ Anche il vento». Collaborò con l'Avanti e altri giornali (nel 1919 fonda anche una rivista letteraria, La Ronda), ma in realtà visse arrangiandosi con i lavori più vari in quella Roma - anche letteraria - che non seppe accoglierlo.
Vinse nel 1929 il premio Bagutta con la raccolta Il sole a picco, ma fu una delle poche soddisfazioni che ebbe da vivo. Morì in solitudine, cinquant'anni fa, nel 1959. «... Ora che passa e declina,/ in quest'autunno che incede/ con lentezza indicibile,/ il miglior tempo della nostra vita/ e lungamente ci dice addio».