Pare quasi impossibile, ma nonostante l'aria di crisi che si respira nel settore, un recente sondaggio indica che quasi il 20% dei liceali italiani sogna di fare il pilota. E' solo un sogno giovanile, e non fa evidentemente i conti con gli oltre 40.000 euro che bisogna prevedere per un corso da pilota professionista, né con i due o tre anni di duro studio richiesti, e nemmeno considera la selezione (anche medica) cui si va incontro, o i 25.000 euro in più che serviranno, una volta conseguite le licenze, a prendersi anche una bella abilitazione a pilotare un jet di linea, senza la quale (almeno qui da noi) la maggior parte delle imprese di trasporto aereo non vi prende nemmeno in considerazione.
E', appunto, un sogno di liceale, e si nutre di altri sogni: viaggiare in tutto il mondo, vedere posti esotici, conoscere gente diversa, avere una vita avventurosa, essere ben pagati e, almeno per una congrua parte di coloro che hanno risposto, poter facilmente conoscere un sacco di belle donne. Ora, non è che io voglia sadicamente gettare acqua sul fuoco di questi giovanili entusiasmi, ma mi sento tuttavia di dover lanciare, a scanso di amare disillusioni, qualche avvertimento. Tralasciando l'aspetto stipendio (che, per quanto buono, non è più quello di una volta) e la presunta facilità di seduzione (frutto in massima parte di facili vanterie), c'è da dire che anche le avventure stimolanti, i luoghi curiosi e le genti diverse non è che siano più così scontati.
Sì, perché se una volta ci si fermava diversi giorni, poniamo, a Pechino, in attesa del volo di ritorno, oggi le frequenze sono quasi tutte giornaliere e spesso, prima tornare indietro, rimane solo il tempo di cenare, telefonare a casa e farsi una passeggiata... in Tian An Men, d'accordo, ma con le ore contate e il sonno che incalza. Insomma, cari liceali, scordatevi pure il romantico alone da eroico vagabondo pieno di soldi e donne e rassegnatevi a una vita da tecnico altamente specializzato che ai quattro angoli del mondo ci rimbalza come una pallina da flipper. Detto questo, se mi chiedete se rifarei il pilota, vi rispondo senz'altro di sì.
E', appunto, un sogno di liceale, e si nutre di altri sogni: viaggiare in tutto il mondo, vedere posti esotici, conoscere gente diversa, avere una vita avventurosa, essere ben pagati e, almeno per una congrua parte di coloro che hanno risposto, poter facilmente conoscere un sacco di belle donne. Ora, non è che io voglia sadicamente gettare acqua sul fuoco di questi giovanili entusiasmi, ma mi sento tuttavia di dover lanciare, a scanso di amare disillusioni, qualche avvertimento. Tralasciando l'aspetto stipendio (che, per quanto buono, non è più quello di una volta) e la presunta facilità di seduzione (frutto in massima parte di facili vanterie), c'è da dire che anche le avventure stimolanti, i luoghi curiosi e le genti diverse non è che siano più così scontati.
Sì, perché se una volta ci si fermava diversi giorni, poniamo, a Pechino, in attesa del volo di ritorno, oggi le frequenze sono quasi tutte giornaliere e spesso, prima tornare indietro, rimane solo il tempo di cenare, telefonare a casa e farsi una passeggiata... in Tian An Men, d'accordo, ma con le ore contate e il sonno che incalza. Insomma, cari liceali, scordatevi pure il romantico alone da eroico vagabondo pieno di soldi e donne e rassegnatevi a una vita da tecnico altamente specializzato che ai quattro angoli del mondo ci rimbalza come una pallina da flipper. Detto questo, se mi chiedete se rifarei il pilota, vi rispondo senz'altro di sì.