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Altaquota

La strada dell'aereo

Come fa il pilota a non perdere mai la bussola e a sapere sempre dove si trova durante il volo? La rotta di qualsiasi viaggio viene caricata dal computer di bordo in grande anticipo e controllata più volte prima del decollo. I Viaggi

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MA COME FA un aereo, col bel tempo o con le nubi, sugli oceani o sui deserti, "all'equatore o al polo nord", a non perder mai la strada? Da piccolo me lo chiedevo, e da grande ho finito con l'imparare che la strada, soprattutto dopo l'avvento dei computer di bordo, un aereo difficilmente la perde, perché l'intera rotta viene caricata prima di decollare e controllata almeno due volte. Certo, se poi in volo c'è un cambiamento si deve riprogrammare l'FMS (così si chiama il nostro computer), ma in crociera il rischio di perdersi è molto, molto remoto. L'avvicinamento all'atterraggio invece è più complicato, perché di piste (e di rotte che ad esse conducono) ce ne sono diverse, e spesso vengono cambiate all'ultimo momento. E poi ci sono tanti aerei in poco cielo, e quindi più rischi di collisione. Ma anche in questa fase, grazie all'aiuto del controllo radar, sbagliare rotta è difficile, anche se c'è da lavorare in fretta e bene.

Una volta giunti a terra il discorso però cambia, perché certi aeroporti, spesso cresciuti senza un'adeguata pianificazione, sono un vero labirinto dove il rischio di perdersi c'è davvero. Vie di rullaggio, piazzole di sosta e piste sono identificate da lettere e numeri riportati sulle cartine, e con quei numeri e quelle lettere ci vengono fornite le istruzioni. Purtroppo un aereo che rulla non ha la maneggevolezza di un'automobile, e può bastare un errore di pochi metri per ritrovarsi nel posto sbagliato, e se questo posto è una pista dove qualcuno sta atterrando sono dolori. E allora occhi ben aperti, seguendo la segnaletica (a volte tanto fitta da generare ulteriore confusione) e le luci annegate nell'asfalto, sperando che non scenda la pioggia, a trasformare luci e segnali in un caleidoscopio gocciolante.

A ben pensarci, una volta tanto il paragone aereo-automobile regge: infatti, quando dalla mia Toscana mi devo recare, poniamo, a Roma, il problema si pone più o meno negli stessi termini: tutto liscio finché sono in autostrada, un po' in affanno sul raccordo anulare, e decisamente in difficoltà dalle parti di Trastevere... se poi comincia a piovere, allora è panico totale.

*Pilota di voli intercontinentali