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Mezzanotte zulu

Il pilota racconta cosa accade quando capita di festeggiare il Capodanno in volo. Un'esperienza rara ma estremamente suggestiva. I Viaggi

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“TO ALL STATIONS in contact with me, Happy New Year”. La voce esce improvvisa dall'altoparlate della radio e immediatamente l'occhio corre all'orologio di bordo, che mostra i suoi quattro zeri allineati: è il 31 dicembre ed è appena scoccata la mezzanotte zulu, come diciamo noi per indicare l'orario UTC (universal time coordinated), quello che una volta si chiamava “ora di Greenwich”, usato nelle operazioni aeree per ovviare alle diversità dei vari fusi ed avere un metro di misura comune a tutti. E subito dopo, trasmesse da tutti gli aerei presenti in quello spicchio di cielo, si intrecciano le espressioni di augurio nelle lingue più svariate.

E' un momento che ha un suo fascino speciale: da qualche parte di mondo, dieci chilometri sotto di me, rinchiuso in una stanza dove le finestre sono schermi radar, qualcuno che per me è solo una voce che trasmette sequenze di numeri e istruzioni, uno sconosciuto (e che tale resterà per sempre) pronto a darmi, se ne avessi bisogno, il suo prezioso aiuto, ha interrotto per un attimo la ripetitività delle sue operazioni per concedersi, insieme ad altri sconosciuti in giro per il cielo, una sorta di brindisi ideale. Ideale, perché né il controllore né i piloti che gli stanno rispondendo possono permettersi il lusso di alzare un vero calice.

Il brindisi, quello vero, in questo momento lo stanno facendo i passeggeri, e tra un attimo ci sarà da fare gli auguri anche a loro, ma per ora ci si gusta questo tintinnare virtuale di bicchieri tra noi “gente dell'aria”. E' raro che succeda di passare il Capodanno in volo, non dico in giro da qualche parte del mondo per servizio, ma proprio in volo, seduti ai comandi dell'aereo. A me è capitato due volte. La prima sui deserti al confine tra Pakistan e Iran ed era notte fonda e quell'inaspettato scambio di auguri mi sembrò quasi normale.

Ma la seconda volta stavo sorvolando le Montagne Rocciose, diretto a un aeroporto della West Coast americana, e fu davvero strano, negli occhi un sole che ancora non si decideva a tramontare, sentir sorgere dal nulla quella voce. “A tutte le stazioni in contatto con me, Buon Anno"!