Paris Photo guarda verso Oriente, al mondo arabo e persiano. La più importante fiera internazionale di fotografia moderna e contemporanea, in programma dal 19 al 22 novembre al Carrousel du Louvre (rue de Rivoli 99) di Parigi, in questa tredicesima edizione mette al centro un gruppo di artisti e fotografi arabi e iraniani, poco conosciuti in Europa ma di indubbio valore.
E i grandi fotografi occidentali – tra cui Inge Morath, Gilles Peres, Paolo Pellegrin, Irving Penn, Don McCullin - che dall’Ottocento ai giorni nostri si sono ispirati a quelle regioni del mondo.
In tutto la manifestazione accoglie 101 espositori di cui 88 gallerie d’arte (tre su quattro non francesi) e tredici editori. Catherine David, che ha diretto Documenta X di Kassel nel 1997, curato mostre e scritto libri sull’arte araba contemporanea, ha deciso di strutturare la rassegna in tre parti. Nella prima la Fondazione araba per l’immagine di Beirut, che dispone di un archivio di 300mila immagini tra il 1860 e il 1960 provenienti da Libano, Siria, Giordania, Egitto, Marocco e altri Paesi del Medio Oriente, presenterà una selezione di fotografie rare mentre Statement, la rete di otto gallerie arabe e iraniane (tra cui El Marsa di Tunisi, Silk Road di Teheran, Galerie 127 di Marrakech, The Empty Quarter di Dubai) metterà in mostra i lavori di quindici artisti emergenti con linguaggi eterogenei: c’è chi affronta i temi del territorio e l’identità (Rula Halawani, Sama Alshaibi), chi si sofferma sulle memorie di guerra (Akram Zaatari, Gohar Dashti), chi testimonia le tensioni nelle zone di conflitto (Reza Aramesh, Farah Nosh, Asim Rafiqui, Wael Shawky) o nelle strade (Yasser Alwan, Mouna Karray), chi sviluppa percorsi individuali (Malik Nejmi, Lamia Naji).
Gli artisti iraniani (Bahman Jalali, Sadegh Tirafkan, Ramin Haerizadeh), invece, utilizzano un linguaggio più metaforico, giocando con la storia e con il passato. Nella Project Room, infine, verrà proiettata una selezione di video.
Parallelamente, un gruppo di gallerie d’arte occidentali promuoverà fotografi iraniani e arabi: tra le altre, la londinese Purdy Hicks presenta le immagini del regista Abbas Kiarostami e la Magnum Gallery quelle di Abbas.
Viceversa, altre gallerie hanno scelto di rendere omaggio al tema dando spazio agli scatti di Gabriele Basilico a Beirut, di Philippe Chancel a Dubai e di Lars Tunbjörk in Oman.
Informazioni pratiche: biglietto 15 euro, 7.50 euro per gli studenti. Acquistabile anche on line sul sito della fiera. Catalogo: 20 euro, forfait catalogo+ingresso: 30 euro.
Per maggiori informazioni clicca qui
A PARIGI UN MESE DI GRANDI MOSTRE DI FOTOGRAFIA
A novembre il cartellone di mostre fotografiche nella capitale francese è particolarmente ricco. Eccone una selezione:
La retrospettiva di Michael Kenna alla Biblioteca nazionale di Francia
La sovversione delle immagini. Surrealismo, fotografia, film al Centro Pompidou
August Sander, vedere, pensare, osservare alla Fondazione Henri Cartier Bresson
Delpire & Cie alla Maison européenne de la photographie
Federico Fellini, la grande parade au Jeu de Paume
La mostra sulla creazione della Palestina all’Istituto del Mondo Arabo
Djân, corpo e anima alla galleria VU
165 anni di fotografia iraniana al Museo di Quai Branly
Iran 1979 -2009 : tra la speranza e il caos, trent’anni di fotografia documentaria iraniana al museo de la Monnaie
E i grandi fotografi occidentali – tra cui Inge Morath, Gilles Peres, Paolo Pellegrin, Irving Penn, Don McCullin - che dall’Ottocento ai giorni nostri si sono ispirati a quelle regioni del mondo.
In tutto la manifestazione accoglie 101 espositori di cui 88 gallerie d’arte (tre su quattro non francesi) e tredici editori. Catherine David, che ha diretto Documenta X di Kassel nel 1997, curato mostre e scritto libri sull’arte araba contemporanea, ha deciso di strutturare la rassegna in tre parti. Nella prima la Fondazione araba per l’immagine di Beirut, che dispone di un archivio di 300mila immagini tra il 1860 e il 1960 provenienti da Libano, Siria, Giordania, Egitto, Marocco e altri Paesi del Medio Oriente, presenterà una selezione di fotografie rare mentre Statement, la rete di otto gallerie arabe e iraniane (tra cui El Marsa di Tunisi, Silk Road di Teheran, Galerie 127 di Marrakech, The Empty Quarter di Dubai) metterà in mostra i lavori di quindici artisti emergenti con linguaggi eterogenei: c’è chi affronta i temi del territorio e l’identità (Rula Halawani, Sama Alshaibi), chi si sofferma sulle memorie di guerra (Akram Zaatari, Gohar Dashti), chi testimonia le tensioni nelle zone di conflitto (Reza Aramesh, Farah Nosh, Asim Rafiqui, Wael Shawky) o nelle strade (Yasser Alwan, Mouna Karray), chi sviluppa percorsi individuali (Malik Nejmi, Lamia Naji).
Gli artisti iraniani (Bahman Jalali, Sadegh Tirafkan, Ramin Haerizadeh), invece, utilizzano un linguaggio più metaforico, giocando con la storia e con il passato. Nella Project Room, infine, verrà proiettata una selezione di video.
Parallelamente, un gruppo di gallerie d’arte occidentali promuoverà fotografi iraniani e arabi: tra le altre, la londinese Purdy Hicks presenta le immagini del regista Abbas Kiarostami e la Magnum Gallery quelle di Abbas.
Viceversa, altre gallerie hanno scelto di rendere omaggio al tema dando spazio agli scatti di Gabriele Basilico a Beirut, di Philippe Chancel a Dubai e di Lars Tunbjörk in Oman.
Informazioni pratiche: biglietto 15 euro, 7.50 euro per gli studenti. Acquistabile anche on line sul sito della fiera. Catalogo: 20 euro, forfait catalogo+ingresso: 30 euro.
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A PARIGI UN MESE DI GRANDI MOSTRE DI FOTOGRAFIA
A novembre il cartellone di mostre fotografiche nella capitale francese è particolarmente ricco. Eccone una selezione:
La retrospettiva di Michael Kenna alla Biblioteca nazionale di Francia
La sovversione delle immagini. Surrealismo, fotografia, film al Centro Pompidou
August Sander, vedere, pensare, osservare alla Fondazione Henri Cartier Bresson
Delpire & Cie alla Maison européenne de la photographie
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La mostra sulla creazione della Palestina all’Istituto del Mondo Arabo
Djân, corpo e anima alla galleria VU
165 anni di fotografia iraniana al Museo di Quai Branly
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