Sono 68.000 ettari per 1500 abitanti, 2,5 per kmq. Per una volta i numeri non sono poi così aridi. E scansionano bene l’identità di un territorio, declinata nel caso dello spazio infinito. Il giovanissimo Parco nazionale dell’Alta Murgia è proprio così, scarsamente abitato. Ma ricco di praterie ondulate che si susseguono a sé stesse, punteggiate da calcari affioranti e dalle macchie scure dei pirazz, i peri selvatici, unici signori arborei nel regno della pseudo-steppa. Dove per chilometri non si incontra anima viva, le voci pervenute sono quelle del vento e delle allodole e i grilli iniziano a cantare alle sei di sera.
Non ci sono i rilievi del Chianti, che pure vengono in mente, né le pianure di erba corta del Serengeti: perché lungo la provinciale 238, una delle mediane che taglia il tavolato, alla fine si intravede il profilo del Gargano, e più in fondo la sagoma indiscutibile di Castel del Monte. Il cuore si allarga e la geografia chiarisce: questa è una delle tante Puglie. Inclinata da nord-ovest a sud-est verso l’Adriatico, tra le province di Bari, Barletta, Andria e Trani, l’Alta Murgia altro non è che un enorme panettone calcareo, sollevatosi in epoche remote, ricchissimo di fenomeni carsici, povero di acque superficiali e da sempre vocato all’allevamento.
Centri abitati: zero. Spiega bene Fabio Modesti, direttore del Parco: “La Murgia è sempre stata considerata un’area dove lavorare e non dove vivere, destinata, per conformazione e clima, alla civiltà pastorale… Basti pensare che alla fine del ‘400 ad Altamura si censivano 13.000 anime e 80.000 pecore! E sebbene molte famiglie “accendessero i fuochi” sull’altipiano, il grosso della popolazione risiedeva nei paesi, posti tutti intorno alla Murgia: Ruvo, Corato, Gravina… La cosa è evidentissima quando si sorvola di notte la Puglia: ad un certo punto appare un grande buco nero, circondato da luci… beh, quella è l’area del Parco”.
A testimoniare un passato non troppo remoto di transumanze ci pensano le centinaia di jazzi (da iaceo, giacere in latino), sorta di autogrill ovino-caprini che disseminano abbandonati il territorio. Valga per tutti quello sotto il belvedere di Murgia Parisi Vecchio, o quello, incantato, di Masseria Scoparella, sotto l’ombra vigile di un’enorme quercia centenaria.
Per tutti identica l’architettura: grandi recinti rettangolari in pietra per riunire gli animali, esposizione a sud per catturare tutto calore possibile (gli armenti abruzzesi trascorrevano qui l’inverno), leggera inclinazione su un pendio per far defluire le acque. E poi il ricovero coperto, il lamione, destinato ai capi più pregiati. Per tutti la stessa malinconia legata a un mondo che non c’è più. Temperata dal fatto che per alcune di queste strutture stanno per partire progetti di recupero.
Tuttavia l’abbandono di questa economia arcaica una conseguenza sulla Murgia l’ha avuta: quella di lasciare il territorio così com’era. Autentico. E di preservare un habitat eccezionale, dove sopra le immense distese di stipa (un’erbacea protettissima che da’ il nome appunto alle praterie di steppa) vola indisturbato il falco grillaio, specie a rischio qui presente con la popolazione più importante d’Europa e l’80% di quella nazionale.
Impossibile non scorgerlo mentre scruta la preda, quasi immobile nell’aria, battendo vorticosamente le ali, secondo la tecnica dello spirito santo. “Ma il falco grillaio è una specie ombrello”, spiega Luciana Zollo, naturalista del Parco. “La sua presenza garantisce infatti la presenza di altre specie. Se c’è il grillaio sulla Murgia vuol dire che qui sono presenti, dal predatore in poi, mille altre specie, anche vegetali, dagli ortotteri fino ai piccoli uccelli granivori, che fanno i nidi proprio in mezzo a particolari tipi di erbe. Tutelare il paesaggio significa difendere tutto questo…”.
Da qui la necessità di istituire nel 2004 un’area protetta, per evitare che tra spietramenti, discariche abusive ed esercitazioni militari un tale delicatissimo equilibrio potesse venir meno. Del resto, ed è veramente evidente a visitarlo adesso che l’estate si stempera, il territorio si presta a tutt’altro. Lo hanno capito per primi tedeschi e olandesi, che stupefatti da tanto spazio pedalano silenziosi lungo i muretti a secco, abbarbicati ai rilievi come creste di drago. Lo stanno capendo le comunità locali, da sempre depositarie di una fiera autonomia, per la prima volte coinvolte da un unico interlocutore, il Parco, in un progetto organico mirato a diversificare le loro attività. All’insegna della “manutenzione” del territorio.
Certo, di lavoro ce n’è da fare: segnaletica carente, pochi punti di informazione… “Siamo ancora in fase di decollo”, aggiunge Modesti, “un po’ come un pullo che goffamente tenta di spiccare i primi voli…Ma la strada è quella buona”. Il tramonto incendia l’orizzonte sconfinato sulla provinciale 238: se non fosse per Castel del Monte potrebbe sembrare la savana africana. E’ fantastico. Il pullo di certo ce la farà.
DOVE MANGIARE. Taverna La Gnostre. Il locale è antichissimo (un ex deposito di grano), i gestori Marco e Teodora nuovi di zecca. Ottime le orecchiette con i funghi cardoncelli e il filetto di angus. Prezzo: 20 Euro vini esclusi piazza Plebiscito, 18/19 Gravina di Puglia (BA) 080/2372239
Trattoria Zia Rosa. Trattoria tipica, proprio nel centro storico. Da provare i cavatelli con i cardi, le zuppe di legumi e le carni alla brace. Prezzo: 22 Euro vini esclusi via Marconi, 18 Gravina di Puglia (BA) 080/3257842
Masseria Barbera. Tutte le specialità di Minervino, dall’agnello “a cutunello” ai calzoni ripieni di ricotta forte, in questa antica tenuta della famiglia Barbera. Prezzo: S.P. 230 km 5.850 Minervino Murge (BA) 0883/692095
DOVE DORMIRE Lama di Luna. Splendida masseria del’700, restaurata con tecniche di bioarchitettura e feng-shui. Posto magico, dove godersi i silenzi infiniti della Murgia. Prezzo: 70 Euro a persona in doppia standard con prima colazione frazione Montegrosso – Andria (BA) 0883/569505
Azienda agrituristica Coppa. Agriturismo con tantissimi animali, proprio nel cuore del Parco: ideale punto di partenza per escursioni a cavallo e in mountain bike. Prezzo: 35 Euro a persona in doppia con prima colazione. S.P. 238 Trani-Gravina km 26 080/3601514 - 347/1549100
B&B Palazzo Sottile Meninni. Arredi contemporanei e un’inaspettata piscina proprio sui tetti di un palazzo d’epoca. In un mix di colori e originalità. Prezzo: 50 euro a persona in doppia con prima colazione via D’Ales 5/7 Gravina di Puglia (BA) 080/3223695
SHOPPING Cesteria Rurale Vincenzo Carlone Cesti, panieri, rivestimenti per bottiglie, intrecciati con rami di canna e ulivo. La famiglia Carlone continua a realizzarli così. Imperdibili. Poggio San Lorenzo, 2/a Minervino Murge (BA) 0883/694422
Non ci sono i rilievi del Chianti, che pure vengono in mente, né le pianure di erba corta del Serengeti: perché lungo la provinciale 238, una delle mediane che taglia il tavolato, alla fine si intravede il profilo del Gargano, e più in fondo la sagoma indiscutibile di Castel del Monte. Il cuore si allarga e la geografia chiarisce: questa è una delle tante Puglie. Inclinata da nord-ovest a sud-est verso l’Adriatico, tra le province di Bari, Barletta, Andria e Trani, l’Alta Murgia altro non è che un enorme panettone calcareo, sollevatosi in epoche remote, ricchissimo di fenomeni carsici, povero di acque superficiali e da sempre vocato all’allevamento.
Centri abitati: zero. Spiega bene Fabio Modesti, direttore del Parco: “La Murgia è sempre stata considerata un’area dove lavorare e non dove vivere, destinata, per conformazione e clima, alla civiltà pastorale… Basti pensare che alla fine del ‘400 ad Altamura si censivano 13.000 anime e 80.000 pecore! E sebbene molte famiglie “accendessero i fuochi” sull’altipiano, il grosso della popolazione risiedeva nei paesi, posti tutti intorno alla Murgia: Ruvo, Corato, Gravina… La cosa è evidentissima quando si sorvola di notte la Puglia: ad un certo punto appare un grande buco nero, circondato da luci… beh, quella è l’area del Parco”.
A testimoniare un passato non troppo remoto di transumanze ci pensano le centinaia di jazzi (da iaceo, giacere in latino), sorta di autogrill ovino-caprini che disseminano abbandonati il territorio. Valga per tutti quello sotto il belvedere di Murgia Parisi Vecchio, o quello, incantato, di Masseria Scoparella, sotto l’ombra vigile di un’enorme quercia centenaria.
Per tutti identica l’architettura: grandi recinti rettangolari in pietra per riunire gli animali, esposizione a sud per catturare tutto calore possibile (gli armenti abruzzesi trascorrevano qui l’inverno), leggera inclinazione su un pendio per far defluire le acque. E poi il ricovero coperto, il lamione, destinato ai capi più pregiati. Per tutti la stessa malinconia legata a un mondo che non c’è più. Temperata dal fatto che per alcune di queste strutture stanno per partire progetti di recupero.
Tuttavia l’abbandono di questa economia arcaica una conseguenza sulla Murgia l’ha avuta: quella di lasciare il territorio così com’era. Autentico. E di preservare un habitat eccezionale, dove sopra le immense distese di stipa (un’erbacea protettissima che da’ il nome appunto alle praterie di steppa) vola indisturbato il falco grillaio, specie a rischio qui presente con la popolazione più importante d’Europa e l’80% di quella nazionale.
Impossibile non scorgerlo mentre scruta la preda, quasi immobile nell’aria, battendo vorticosamente le ali, secondo la tecnica dello spirito santo. “Ma il falco grillaio è una specie ombrello”, spiega Luciana Zollo, naturalista del Parco. “La sua presenza garantisce infatti la presenza di altre specie. Se c’è il grillaio sulla Murgia vuol dire che qui sono presenti, dal predatore in poi, mille altre specie, anche vegetali, dagli ortotteri fino ai piccoli uccelli granivori, che fanno i nidi proprio in mezzo a particolari tipi di erbe. Tutelare il paesaggio significa difendere tutto questo…”.
Da qui la necessità di istituire nel 2004 un’area protetta, per evitare che tra spietramenti, discariche abusive ed esercitazioni militari un tale delicatissimo equilibrio potesse venir meno. Del resto, ed è veramente evidente a visitarlo adesso che l’estate si stempera, il territorio si presta a tutt’altro. Lo hanno capito per primi tedeschi e olandesi, che stupefatti da tanto spazio pedalano silenziosi lungo i muretti a secco, abbarbicati ai rilievi come creste di drago. Lo stanno capendo le comunità locali, da sempre depositarie di una fiera autonomia, per la prima volte coinvolte da un unico interlocutore, il Parco, in un progetto organico mirato a diversificare le loro attività. All’insegna della “manutenzione” del territorio.
Certo, di lavoro ce n’è da fare: segnaletica carente, pochi punti di informazione… “Siamo ancora in fase di decollo”, aggiunge Modesti, “un po’ come un pullo che goffamente tenta di spiccare i primi voli…Ma la strada è quella buona”. Il tramonto incendia l’orizzonte sconfinato sulla provinciale 238: se non fosse per Castel del Monte potrebbe sembrare la savana africana. E’ fantastico. Il pullo di certo ce la farà.
DOVE MANGIARE. Taverna La Gnostre. Il locale è antichissimo (un ex deposito di grano), i gestori Marco e Teodora nuovi di zecca. Ottime le orecchiette con i funghi cardoncelli e il filetto di angus. Prezzo: 20 Euro vini esclusi piazza Plebiscito, 18/19 Gravina di Puglia (BA) 080/2372239
Trattoria Zia Rosa. Trattoria tipica, proprio nel centro storico. Da provare i cavatelli con i cardi, le zuppe di legumi e le carni alla brace. Prezzo: 22 Euro vini esclusi via Marconi, 18 Gravina di Puglia (BA) 080/3257842
Masseria Barbera. Tutte le specialità di Minervino, dall’agnello “a cutunello” ai calzoni ripieni di ricotta forte, in questa antica tenuta della famiglia Barbera. Prezzo: S.P. 230 km 5.850 Minervino Murge (BA) 0883/692095
DOVE DORMIRE Lama di Luna. Splendida masseria del’700, restaurata con tecniche di bioarchitettura e feng-shui. Posto magico, dove godersi i silenzi infiniti della Murgia. Prezzo: 70 Euro a persona in doppia standard con prima colazione frazione Montegrosso – Andria (BA) 0883/569505
Azienda agrituristica Coppa. Agriturismo con tantissimi animali, proprio nel cuore del Parco: ideale punto di partenza per escursioni a cavallo e in mountain bike. Prezzo: 35 Euro a persona in doppia con prima colazione. S.P. 238 Trani-Gravina km 26 080/3601514 - 347/1549100
B&B Palazzo Sottile Meninni. Arredi contemporanei e un’inaspettata piscina proprio sui tetti di un palazzo d’epoca. In un mix di colori e originalità. Prezzo: 50 euro a persona in doppia con prima colazione via D’Ales 5/7 Gravina di Puglia (BA) 080/3223695
SHOPPING Cesteria Rurale Vincenzo Carlone Cesti, panieri, rivestimenti per bottiglie, intrecciati con rami di canna e ulivo. La famiglia Carlone continua a realizzarli così. Imperdibili. Poggio San Lorenzo, 2/a Minervino Murge (BA) 0883/694422