Inis Oírr, isole Aran. O' Brien's Castle. Foto di Christine Matthews
Idee per un'esplorazione dell'occidente irlandese, dove ancora un abitante su quattro conosce la lingua celtica. Dalla città, appena scelta come capitale europea della cultura, alle selvagge isole, fino al verdissimo Connemara
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Galway, la cui baia si affaccia sull'oceano Atlantico, da molti è considerata la vera capitale culturale d'Irlanda, nonché quella del Gaeltacht, ossia di quell'area occidentale del paese dove il 25% degli abitanti conosce ancora l'antica lingua gaelica. E la tradizione che unisce la città al mondo della cultura si è rinnovata fino ad oggi. Galway, infatti, è un importante centro universitario che durante l'anno scolastico attira ben 20mila studenti provenienti da ogni parte d'Irlanda e del mondo, che si aggiungono a una popolazione di circa 80mila persone. A Galway è possibile approfondire lo studio di numerose discipline, dalla storia dell'arte e del teatro alla letteratura, fino alle scienze marine. Sono particolarmente frequentate le facoltà scientifiche, come quelle dedicata alla ricerca scientifica e medica e ai big data, in cui si formano i giovani che poi vanno a lavorare nelle industrie cittadine, in buona parte legate al settore biomedicale e sorte negli ultimi anni, anche grazie ai finanziamenti dell'Unione Europea.
L'investimento della città nella sinergia virtuosa che mette in relazione tradizioni, economia della conoscenza e turismo nei prossimi anni si gioverà di un ulteriore impulso, poiché Galway, insieme a Fiume, in Croazia, è stata scelta per essere capitale europea della cultura nel 2020.
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E proprio la sua economia, che combina conoscenza, università e turismo, unita al dinamismo dei suoi abitanti, ha permesso alla città di superare meglio di altre in Irlanda, inclusa Dublino, la crisi finanziaria e immobiliare esplosa nel 2008, sebbene non siano stati ancora recuperati tutti i posti di lavoro persi negli anni scorsi e la penuria di abitazioni disponibili rimanga un problema.
La città ha un'origine medievale, databile attorno all'anno 1124, quando nell'area fu costruito un castello da Turlough O'Connor, in gaelico Toirdhealbhach Ua Conchobhair, re del Connacht. Tuttavia, non sono molti i monumenti antichi ancora visibili in città. Tra questi la Collegiata di San Nicola, imponente, di stile gotico e di culto anglicano, la quale fu costruita dagli Anglo-Normanni nel 1320 e ampliata nel secolo successivo, e a pochi passi, lungo Shop Street, il palazzetto dei Lynch, risalente al '500, epoca in cui la città era ricca e influente, e attualmente sede della Allied Irish Bank. E dalle parti di The Claddagh, dove il fiume Corrib si confonde con la baia di Galway per poi tuffarsi nell'oceano Atlantico, si trova lo Spanish Arch, costruito nel 1584 e ultimo residuo delle fortificazioni cittadine. Vicino alle mura c'è il Galway City Museum, che quest'anno ha proposto una mostra bella e con numerose foto d'epoca sulla rivolta di Pasqua del 1916, durante la quale i militanti repubblicani irlandesi tentarono di ottenere l'indipendenza dal Regno Unito.
Per farsi un'idea del centro storico, dalla grande e rettangolare Eyre Square si può scendere verso il mare, camminando lungo Shop Street e High Street. La folla di visitatori e turisti, le insegne colorate di coffeebar, pub e ristoranti e gli artisti di strada che si esibiscono a ogni ora rendono queste strade vivaci anche nei giorni di freddo e di cielo coperto. Nei pub, oltre alla Guinness, si possono bere anche delle ottime birre rosse prodotte in loco. Se si ha voglia di mangiare, i piatti di mare sono tra le cose migliori che si possono ordinare: nel menu non mancano mai il salmone al forno con le verdure, il merluzzo con le patate fritte, ossia il tradizionale fish and chips, e per antipasto la gustosa zuppa con pesce e frutti di mare. Terminata la passeggiata, ci si può sedere o sdraiare sul prato verde attorno a The Claddagh a guardare i cigni e i gabbiani oppure, nelle giornate soleggiate e ventose, le nuvole che si spostano veloci nel cielo.
E se si amano i libri, si può passare in Middle Street da Charlie Byrne's Bookshop, una spaziosa, accogliente e fornitissima libreria indipendente, dove si possono trovare testi che spaziano dalla poesia alla psicologia, dall'architettura alla medicina. E in caso di dubbi sul libro da scegliere, non esitate a chiedere aiuto a Vinny Browne, il libraio. E' gentile e preparato. Allontanandosi non di molto dal centro, si può fare un'escursione nel sobborgo marino di Salthill, il più grande e antico quartiere di Galway, e passeggiare per i circa due chilometri del lungomare.
Cliffs of Moher. Foto Gdr
La costa occidentale dell'Irlanda dal punto di vista naturalistico è più varia e interessante di quella orientale. Usciti da Galway, percorrendo poco meno di 80 chilometri verso sud, nella contea del Clare, si possono visitare le impressionanti Cliffs of Moher, delle scogliere di roccia scistosa, arenaria e roccia sedimentaria, alte fino a 214 metri e a picco sull'oceano.
E prendendo il traghetto, dal porto della vicina Rossaveel in 40 minuti si arriva sulle isole Aran, formate in prevalenza da materiale calcareo, che si trovano proprio all'ingresso della baia di Galway. Le Aran sono tre: Inis Mór, la più grande, dove c'è il forte preistorico Dún Aengus, Inis Meáin, la meno popolosa, 150 abitanti in tutto, e la meno turistica, e Inis Oírr, la più piccola, dove si possono visitare i resti del castello medievale O'Brien. Spostandosi a nord-ovest, ci si trova nei territori selvaggi del Connemara, fatti di alture brulle e ondulate, torbiere, stagni e piccoli corsi d'acqua. Evocativo ed emozionante, soprattutto nei giorni di nuvole basse, è il paesaggio intorno al Killary Harbour, un fiordo lungo 16 chilometri, posto al confine con la contea di Mayo.