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Malta, un viaggio nel tempo tra le epoche storiche

 Veduta della capitale maltese, La Valletta 
L'isola del Mediterraneo offre un'esperienza a cavallo fra gli avvenimenti storici passati e quelli contemporanei. Impossibile non pensare ai Cavalieri di Malta, che continuano a essere, indirettamente, i dominatori della capitale attuale e di quella antica
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Malta è fuori dal tempo. O, per meglio dire, racchiude in sé tante epoche. In quest’isola del Mediterraneo civiltà diverse si sono incontrate e hanno creato un miscuglio unico nel suo genere. Qui Fenici, Arabi, Italiani e Inglesi si sono incontrati nel corso dei secoli forgiando un mondo nuovo, basato sulla diversità. Ma i padroni incontrastati erano, e in qualche modo continuano a essere, loro: i Cavalieri di Malta. Tutto nell’isola ricorda il dominio del gruppo dei religiosi combattenti, a cominciare dall’antica capitale, Mdina. 

La “Città vecchia”, o la “Città silenziosa”, si trova nel punto più alto di Malta e domina le zone vicine. Un luogo fortificato che, secoli fa, i Cavalieri abbandonarono per trasferirsi nella nuova capitale Valletta e che ancora oggi ospita pochissimi residenti. E infatti, ciò che si percepisce di Mdina è il silenzio. Un silenzio che accompagna il visitatore lungo gli stretti vicoli – dove non è difficile vedere il passaggio di alcune carrozze che trasportano i turisti – e all’ombra dei palazzi nobiliari, fino al belvedere da cui affacciarsi per ammirare la zona, dove arriva un fedele compagno del silenzio: il vento. Un maestrale che supera le mura arabe e gli edifici più alti e che impone la sua presenza anche nel resto dell’isola. E, se Mdina sembra un luogo cristallizzato fra l Medioevo e il Rinascimento,– nonostante lo sviluppo di alcuni locali e ristoranti al suo interno – una volta usciti, e camminando nei sobborghi lì vicino, sembra di venir trasportati in una cittadina inglese degli anni Ottanta. Bar con grandi insegne pubblicitarie vendono Kinnies e Cisk – rispettivamente il chinotto e la birra del posto – e  pastizzi  - dei mini calzoni ripieni, di solito, di ricotta o piselli - da consumare rigorosamente appena sfornati, ma d’altronde è difficile resistere.

Per “ritornare al futuro” basta spostarsi e arrivare a St Julian, cittadina della movida maltese e turistica dove sono concentrati i locali più moderni e le catene di fast food. Un posto che si sveglia molto tardi e si addormenta quando ormai è mattina e che non è mai del tutto silenzioso. 
 La statua della regina Vittoria d'Inghilterra in una delle piazze principali della Valletta  

Ma è Valletta a stupire, più di tutto il resto, i visitatori. Un concentrato di periodi storici perfettamente incastrati fra loro. A cominciare, come detto, da ciò che i Cavalieri hanno lasciato ai posteri, la Concattedrale di San Giovanni. La sua facciata in pietra gialla, caratteristica dell’isola, è semplice e non lascia intuire ciò che si trova al suo interno: un’immensità di stucchi, dipinti e tanto, tantissimo colore oro. Un posto dove lo sguardo si perde in mezzo a tanta magnificenza trovandosi, alla fine del percorso, di fronte a un altro capolavoro, la Decollazione di San Giovanni Battista di Caravaggio, l'unico firmato dal pittore. Un grande dipinto (361x520 cm) che domina l'oratorio della Concattedrale e che il grande artista fece per sdebitarsi con l'Ordine dei Cavalieri che l'avevano accolto dopo la sua fuga da Roma. Un sodalizio che durò poco: Caravaggio, dal carattere fumantino, cadde in disgrazia e lasciò l'isola. La Concattedrale presenta un'altra singolarità. I Cavalieri arrivavano a Malta da tutto il mondo e vollero omaggiare questa diversità dedicando le cappelle della grande chiesa alle otte lingue più parlate di allora - l'italiano, il provenzale, il francese, il tedesco, il castigliano, l'aragonese, lo spagnolo, l'anglo-bavarese. 
Una parte dell'altare principale della Concattedrale di San Giovanni  

Usciti dalla Concattedrale, la capitale dell'isola ci trasporta, ancora una volta, nel passato, stavolta più recente. È quello della Seconda Guerra Mondiale, con i suoi bunker e i suoi cannoni. Un conflitto che l'isola, per la sua posizione strategica, visse da protagonista. Passeggiando per i Barrakka Garden ogni giorno alle dodici si assiste a una piccola rievocazione storica con successivo sparo - stavolta a salve - del cannone. Non solo, ma si possono visitare i sotterranei dove il generale Dwight  Eisenhower coordinò le operazioni belliche contro le truppe naziste, o il bunker della Casa Rocca Piccola, residenza di una famiglia di marchesi, utilizzato dai suoi membri durante gli attacchi aerei. 
 Il rifugio antiaereo di Casa Rocca Piccola 

Un insieme di lingue e tradizioni. Anche per questo, La Valletta è stata scelta come Capitale europea della cultura 2018 e ha in programma di stupire ancora di più i suoi visitatori. Una celebrazione lunga un intero anno con mostre, concerti, esibizioni dal vivo e installazioni che cercano di accontentare i gusti di tutti. Per ricordare la principale caratteristica di Malta: la sua integrazione. E, più che in un’isola, al turista che rientra a casa sembrerà di aver viaggiato a bordo di una macchina del tempo.