Tra Italia e Cina è sempre stato un testa a testa. Pochi mesi fa grazie all’ingresso dell’Appia Antica, la Regina Viarum, nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, Roma ha nuovamente staccato Pechino con 60 siti contro 59. Al terzo posto la Germania, con 54. E poi seguono Francia, Spagna, India, Messico, Regno Unito, Russia, Iran.
Un po’ di storia
La Convenzione sulla protezione del Patrimonio Mondiale culturale e naturale, adottata dall’Unesco nel 1972, prevede la tutela di opere dell’uomo, come monumenti o opere d’arte, agglomerati e siti, e di formazioni naturali, fisiche e biologiche. Dal 1992 è poi stata aggiunta una terza categoria, il “paesaggio culturale”, paesaggi che rappresentano “creazioni congiunte dell’uomo e della natura”. Pur rappresentando il Paese nel quale si trovano, i siti e le opere Patrimonio Mondiale devono anche rappresentare valori universali, avere caratteristiche che li rendano unici, o eccezionali. L’Unesco ha fino ad oggi riconosciuto un totale di 1223 siti (952 siti culturali, 231 naturali e 40 misti) presenti in 168 Paesi del mondo. I 60 siti italiani sono distribuiti in tutte e tre le categorie: sei siti naturali (Isole Eolie, Monte San Giorgio, Dolomiti, Monte Etna, Antiche faggete primordiali degli Appenini e di altre regioni d’Europa, Carsismo nelle evaporiti e grotte dell’Appennino Settentrionale); otto paesaggi culturali: Costiera Amalfitana; Portovenere, Cinque Terre e Isole (Palmaria, Tino e Tinetto); Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula; Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia; Val d’Orcia; Ville e giardini medicei in Toscana; Paesaggi vitivinicoli del Piemonte (Langhe-Roero e Monferrato); le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.
I monumenti
Il gruppo più nutrito è costituito dal patrimonio culturale: la lunga lista include diversi centri storici delle città italiane, da Roma a Napoli a Urbino e Pienza e San Gimignano; molte aree archeologiche, dai siti di Arte rupestre della Valle Camonica alle Necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia all’Area Archeologica di Pompei e il Su Nuraxi di Barumini; chiese, come la Basilica di San Francesco ad Assisi, e palazzi, come le Ville Sabaude e le Ville Palladiane. Si va da Nord a Sud, dalla Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale a Ivrea, città industriale del XX secolo; e ci sono anche lunghi percorsi, come i portici di Bologna e l’Appia Antica. E piazze, come la piazza del Duomo a Pisa.