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L'ex Richie Cunningham della serie tv
รจ entrato nel gotha dei registi

Howard, da "Happy days"
a "Apollo 13"


A due anni era gia' su un palcoscenico. A cinque faceva il suo esordio davanti alla cinepresa: si puo' dire che Ron Howard non abbia mai fatto nient'altro, nella vita, se non vivere il cinema. Dopo diversi ruoli minori (inclusi quelli da bambino: tra gli altri in Una fidanzata' per papa' di Vincent Minnelli), Howard fa il suo ingresso trionfale nel 1973 grazie al celeberrimo "American Graffiti" di George Lucas, ma il vero successo nasce intorno a un personaggio destinato a rimanergli cucito addosso per sempre: quello di Ricky Cunningham, protagonista della fortunatissima serie tv "Happy Days".

L'aria da bravo ragazzo, i modi gentili e un po' timidi (ma alla fine vincenti) rendono Ron-Ricky il perfetto "ragazzo della porta accanto". Da questo ruolo Howard fatica un po' a staccarsi, ma la cosa non lo turba piu' di tanto: la sua vera passione, il suo piu' grande desiderio e' infatti quello di finire dietro la cinepresa.

La sua carriera di regista inizia nel 198 con "Night Shift", ma il primo successo e' dell'84 con "Splash, una sirena a Manhattan". Un anno piu' tardi un altro buon riconoscimento grazie alla favola fantascientifica "Cocoon". Nel 1986 e' regista e produttore di "Gung Ho". Il suo lavoro procede quindi senza grandi scosse fino alla meta' degli anni Novanta. Dopo "Fuoco assassino" ('91) e "Cuori ribelli", del '92, Ron Howard realizza "Apollo 13, del 1995, il suo film di maggiore successo che lo consacra nel gotha di Hollywood.


Ransom

Ron Howard