| Una conferma. Non si può definire in altro modo
la prova di Fabrizio Bentivoglio nel ruolo di Piero Nava: l'attore milanese,
già studente nella scuola del Piccolo, ha alle spalle una carriera
piuttosto ricca e interessante. Il debutto è a teatro con alcuni
testi shakespeariani, Timone d'atene e La Tempesta, diretti nel 1978
rispettivamente
da Roivolta e Strehler. Poi Cocteau, Moliere, e poi regie di De Lullo,
Scaparro, Patroni Griffi. Al cinema arriva nel 1980 con Bolognini, ne La
vera storia della signora delle camelie. Dopo La Festa perduta di Pier
Giuseppe Murgia interpreta Salomè di D'Anna, Regina di Piscicelli
e Rebus, di Massimo Guglielmi. Quindi due film con Salvatores, Marrakesh
Express e Turnè, del 1989. Nello stesso anno escono anche L'aria
serena dell'Ovest e Italia Germania 4-3, versione cinematografica della
commmedia di Umberto marino già interpretata a teatro. Nel 1990
è al cinema con Un americano Rosso, di Umberto D'Alatri, e nel 1992
è diretto da Cristina Comencini in La fine è nota e da Silvio
Soldini in Un'anima divisa in due. L'anno dopo è nel cast di Come
due coccodrilli e, nel 1994, interpreta Un eroe borghese di Michele Placido.
Nel 1995 partecipa a La scuola di Luchetti e a Le affinità elettive
dei fratelli Taviani. |
Il
testimone
Margherita Buy
Fabrizio
Bentivoglio
Claudio Amendola
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