L'ORDINE di cattura di Daniza si poteva evitare, anche perché ora i due cuccioli rischiano di diventare schegge impazzite". La pensa così Vittorio Ducoli, direttore del Parco naturale di Paneveggio e Pale di San Martino (in Trentino), dopo aver diretto il Parco nazionale d'Abruzzo.Perché cattura e uccisione andavano evitate?"Tutto andava gestito con più calma, considerando che l'aggressione al cercatore di funghi rientrava nella fisiologia dell'animale: non era una patologia. Se mettiamo in discussione il comportamento di una madre in difesa del cuccioli, allora mettiamo in discussione la presenza dell'orso sulle montagne trentine che è una grande ricchezza per l'ambiente ma anche per l'attrattiva del territorio. L'orso è uno degli animali più rari che abbiamo in Italia: la perdita di un esemplare è un fatto grave".Per i due cuccioli che possibilità di sopravvivenza ci sono?"Di sicuro vanno incontro a rischi superiori a quelli che avrebbero se fossero ancora con la madre. Inoltre, in caso di sopravvivenza, c'è la possibilità che diventino schegge impazzite: potrebbero avere difficoltà ad acquisire il comportamento corretto e frequentare più degli altri zone umane, con rischi per loro e nei rapporti con le persone".Che differenze ci sono tra gli orsi in Trentino e in Abruzzo?"In Abruzzo non ci sono mai state aggressioni di orsi all'uomo. Ma l'orso bruno marsicano è più tranquillo di quello europeo, più piccolo, più vegetariano. Anche lì ci sono danni agli allevamenti, per questo va fatta prevenzione, per esempio con i recinti elettrici. Il caso dell'orsa Gemma, che frequenta l'abitato di Scanno, ha dimostrato che spesso era lei a dover essere protetta dall'uomo e non il contrario".Con orsi e lupi tornerà la paura del bosco?"Il lupo sta tornando, ma si tratta di un animale elusivo che evita accuratamente il contatto con l'uomo, suo peggior nemico. Paura? Non è il caso: gli incontri sono assolutamente rari e nella maggior parte dei casi si risolvono con la fuga dell'animale".