IL CAMBIAMENTO climatico può avvelenare i raccolti. L'allarme è lanciato da un rapporto dell'agenzia delle Nazioni Unite per l'ambiente, l'UNEP. Il rapporto, intitolato "Frontiers" (Frontiere), sostiene che il cambiamento climatico sta già avendo un notevole impatto sulla sicurezza alimentare. Secondo lo studio, siccità e alte temperature possono provocare l'accumulazione nei raccolti di sostanze chimiche che sono tossiche per animali ed umani. Frumento, orzo, mais e miglio sono tra i raccolti più esposti all'accumulazione di nitrati, che è causata dalla siccità prolungata. Una intossicazione acuta da nitrati negli animali può portare ad aborti, asfissia e morte, rovinando le vite delle famiglie di agricoltori e allevatori. Le forti piogge che rompono siccità prolungate possono provocare l'accumulazione di un'altra sostanza tossica, l'acido cianidrico (noto anche come acido prussico), in raccolti come lino, mais, sorgo, ciliegie e mele. Le aflatossine, tossine micotiche che possono causare cancro e bloccare la crescita del feto, sono un altro problema emergente nei raccolti. Il rischio di contaminazione da aflatossine, specialmente nel mais, è previsto in crescita nelle zone più calde, a causa delle temperature in aumento. Uno studio recente prevede che questa tossina diventerà un problema di sicurezza alimentare per l'Europa, specialmente nello scenario più probabile di un aumento di 2 gradi nelle temperature globali.