•ANIMALI IN CATTIVITA'
Gli scienziati, un team guidato da Yulán Úbeda dell'Università di Girona, in Spagna, si sono concentrati su una popolazione di 24 orche (Orcinus orca), presenti all'interno di parchi acquatici in giro per il mondo. Tutti gli animali si trovavano in cattività e la maggior parte era nata in cattività, fattore non di poco conto quando si studia il comportamento degli animali e dovuta premessa prima di illustrare i risultati della ricerca. Questo significa infatti che quanto osservato dai ricercatori vale per questa popolazioni di orche, non è detto che in natura gli animali si comportino allo stesso modo. Ma cosa raccontano i questionari sottoposti allo staff che lavora fianco a fianco con questi animali?
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Ai partecipanti è stato chiesto di descrivere le orche secondo 38 diversi tratti, per avere un'idea di come gli animali venissero classificati in termini di indipendenza, sensibilità, senso di protezione, coraggio o testardaggine per esempio. I risultati dei questionari sono serviti ai ricercatori per descrivere gli animali secondo il modello diffuso in psicologia dei Big five, una teoria in cui vengono valutate diverse dimensioni della personalità, tradizionalmente quelle dell'estroversione, dell'amicalità, della coscienziosità, della stabilità emotiva e dell'apertura mentale. Analizzando i risultati, i ricercatori hanno osservato che nel comportamento delle orche (almeno quelle mantenute in cattività) si osservano atteggiamenti a tratti simili a quelli umani e soprattutto a quelli degli scimpanzé.
In particolare questi cetacei possono mostrarsi costanti, pazienti, testardi e protettivi, pacifici, condividendo così alcuni aspetti delle dimensioni di amicalità e coscienziosità con gli scimpanzé. Per quel che riguarda l'estroversione, mostrandosi ora giocose e socievoli, le orche assomigliano sia agli esseri umani che agli scimpanzé.
L'orca allatta i cuccioli, la "famiglia" ripresa dal drone
È come un piccolo album fotografico di famiglia - una famiglia di orche a rischio estinzione - quello realizzato dal Noaa (National oceanic and atmospheric administration). Si tratta di un gruppo che appartiene alle Southern resident killer whales: passano parte dell'anno nella zona delle isole di San Juan, nel pacifico a nord di Seattle. I ricercatori del Noaa hanno sorvolato alcuni esemplari di questa popolazione con un drone, riuscendo a catturare straordinarie immagini della vita di questi cetacei assieme ai loro cuccioli, ottenendo preziosi documenti riguardo al loro comportamento: dalla nuotata fianco a fianco con i piccoli tra gli adulti quasi "in formazione", fino al momento in cui una mamma allatta il neonato. Il gruppo delle Southern resident è considerato a rischio di estinzione per il ridotto numero di individui ma, secondo il Noaa, nell'ultimo periodo si è assistito a un piccolo 'boom' di nascite. La popolazione sarebbe infatti di 81 esemplari, cinque in più rispetto all'anno scorso.
Se da un parte è vero che il rischio di antropomorfizzare i comportamenti animali è inevitabile (d'altronde però stiamo parlando di uno studio comparativo) dall'altra non stupisce che le orche siano così simili a noi, o ai nostri simili, specie abituate a vivere in strutture sociali complesse. Questi animali infatti vivono le loro (lunghe) vite in gruppi a stretto contatto tra loro (pod), cacciano insieme e condividono il cibo, e manifestano comportamenti complessi come la veglia di un morto, spiegano gli autori citando il caso dell'orca che questa estate aveva nuotato al fianco del piccolo morto per centinaia di chilometri.
"Le similitudini osservate - concludono gli autori - possono essere spiegate come il risultato di tratti adattativi convergenti a dispetto di una grande distanza evolutiva, di un adattamento ad ambienti fisici diversi e di un'organizzazione neuroanatomica differente".