La Terza sezione del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso che gli animalisti avevano presentato per salvare dal decreto di abbattimento emesso dal presidente della provincia di Trento Maurizio Fugatti: gli orsi JJ4 e MJ5 non saranno abbattuti. L'ordinanza sarà trasmessa al Tar per la fissazione dell'udienza di merito. Secondo i giudici "il provvedimento che dispone l'abbattimento dell'animale appare sproporzionato e non coerente con le normative sovrannazionali e nazionali che impongono l'adeguata valutazione di misure intermedie, ferma restando la disposta captivazione a tutela della sicurezza pubblica, va sospeso l'ordine di abbattimento dell'animale".
Nel provvedimento si legge inoltre che "Il quadro normativo sovranazionale impone che la misura dell'abbattimento rappresenti l'extrema ratio e che possano essere autorizzate deroghe ai divieti di uccisione delle specie protette 'a condizione che non esista un'altra soluzione valida e nei soli limiti derivanti dai vincoli europei e internazionali".
Enpa, Leidaa e Oipa avevano tra l’altro ufficializzato soluzioni alternative all’abbattimento: il possibile al trasferimento in Romania nel Santuario Libearty, gestito da una lega-membro di Oipa International, e la creazione di oasi-rifugio nel territorio Trentino. Ma la Provincia di Trento non ha dato riscontro.
Ora vedremo quali saranno le prossime mosse anche se, con il nuovo decreto caccia approvato il primo luglio all’orizzonte per orsi, cinghiali e ungulati in generale non si profila niente di positivo.
La decisione del Consiglio di Stato "dà fiducia e speranza a quanti si battono per la salvezza degli animali condannati a morte dalla Provincia autonoma di Trento. Siamo soddisfatti". Lo scrivono Enpa, Leidaa e Oipa, che hanno presentato insieme uno dei ricorsi di associazioni animaliste trattati a Palazzo Spada.
"Benché la questione resti sub judice nel merito - osservano le tre organizzazioni - ne escono rafforzate, le ipotesi alternative all'abbattimento, voluto con ossessiva tenacia, ma scarsi argomenti, dal presidente della Provincia autonoma di Trento Fugatti, che sulla pelle degli orsi sta costruendo tutta la sua campagna elettorale per il voto del prossimo ottobre. La decisione odierna, però, esclude che Fugatti possa arrivare all'appuntamento con le urne da soddisfatto killer di plantigradi. Per abbattere degli orsi, animali di specie protetta e patrimonio dello Stato, uno dei quali, peraltro, già prigioniero e quindi non più pericoloso, non basta la semplice volontà politica di abbattere, sorretta dal tornaconto elettorale".
"Il Consiglio di Stato - proseguono le tre associazioni - dice chiaramente: 'Il provvedimento che dispone l'abbattimento dell'animale appare sproporzionato e non coerente con le normative sovrannazionali e nazionali che impongono l'adeguata valutazione di misure intermedietà si può ricorrere alla misura più grave solo ove sia provata, nell'impossibilità di adottare la misura meno cruenta'. E i magistrati aggiungono, significativamente: 'Proprio in virtù delle lamentate carenze strutturali e nell'asserita situazione emergenziale, era compito dell'Amministrazione valutare ogni misura intermedia tra la libertà e l'abbattimento dell'animale e, quindi, anche l'ipotesi del trasferimento in una struttura diversa da quelle di proprietà della Provincia, eventualmente anche fuori dal territorio nazionale, atteso che, contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa appellata e dal Collegio di primo grado, tale misura non presenta caratteristiche 'extra ordinem', trattandosi pur sempre di una forma di captivazione realizzata mediante esternalizzazione'".
Quindi - sottolineano ancora gli animalisti - "l'amministrazione potrà rivalutare - sussistendone i requisiti - le proposte provenienti dal mondo dell'associazionismo nell'ottica di valorizzazione delle forme di sussidiarietà orizzontale, nel rispetto dei vincoli della Costituzione. Una pronuncia che mette in plastica evidenza tutte le carenze dell'istruttoria seguita dalla Provincia autonoma di Trento e lascia ben sperare per il futuro degli orsi. MJ5, in particolare, fino alla pronuncia nel merito, potrà essere catturato, ma non abbattuto".