Un aereo della compagnia Delta, partito da Milano e diretto ad Atlanta, ha attraversato una forte turbolenza che ha provocato 11 feriti a bordo, trasportati in ospedale. Questo fenomeno, a bassa intensità, non è affatto raro e non deve spaventare.
Cosa sono le turbolenze?
Sono dei vortici di aria irregolari, causati da flussi che cambiano improvvisamente man mano che si sale di quota. Le correnti d’aria ad alta quota si muovono con una differenza di temperatura, innescando cambi di velocità nel vento. L’aria calda che sale verso l’alto, proveniente spesso da nuvole o temporali, causa i sobbalzi tipici delle turbolenze incontrate in volo.
Ce ne sono di altri tipi, per esempio quelle causate dal paesaggio sottostante: cime montuose, grattacieli e altri impedimenti che può incontrare il vento possono fare in modo che si creino flussi ascendenti o discendenti piuttosto irregolari.
Le turbolenze sono pericolose?
Gli aerei sono progettati e costruiti per attutire l’urto della corrente e, nella maggior parte dei casi, i passeggeri a bordo percepiscono solo qualche leggero scossone. Una ricerca del Centro nazionale per gli studi atmosferici degli Stati Uniti ha mostrato di recente che i temporali che provocano turbolenze possono generarle anche a centinaia di chilometri di distanza. Questi fenomeni, chiamati “turbolenza in aria chiara” (o CAT, dall’inglese Clear Air Turbulence), è la declinazione meno prevedibile e osservabile. La CAT è spesso causa di lesioni da moderate a gravi, perché può verificarsi in modo così improvviso che il personale di bordo non fa in tempo ad avvisare i passeggeri di allacciare le cinture di sicurezza.
Quando rischiamo di incontrare più turbolenze in volo?
Le turbolenze sono frequenti in estate, quando le masse di aria calda del suolo incontrano l’aria più fredda e rarefatta man mano che l’aereo si alza in quota.
Quali sono i posti migliori in aereo per evitarle?
Il centro dell’aereo e i posti vicino alle ali sono quelli migliori per attutire l’impatto e il classico “sobbalzamento”. I sedili sul retro sono quelli più esposti alle vibrazioni.
Quale area geografica è più soggetta a turbolenze?
Proprio perché provocate da temporali o dal paesaggio sottostante, possono essere incontrate ovunque. Alcune zone, però, sono più esposte: tra queste c’è la zona di convergenza tropicale. Questa è un'area vicino all'equatore dove si incontrano gli alisei dell'emisfero nord e dell'emisfero sud. Di conseguenza si formano enormi linee di temporali che provocano forti turbolenze. Anche la zona sopra l’Himalaya, proprio a causa della catena montuosa, può generare forti correnti d’aria. Gli esperti indicano anche il Golfo del Bengala, ovvero quel grande mare che separa l'India dall'Indocina, l'Australia del Sud Ovest, i Caraibi e l'oceano pacifico del nord.
Qual è la scala di misura?
La turbolenza si misura secondo una scala che ne tiene in considerazione gli effetti sul velivolo: si parla quindi di Light Turbolence, nel caso in cui il velivolo sia soggetto solo momentaneamente a deboli impulsi, alla variazione di quota e assetto; Moderate, nel caso in cui l’intensità sia più elevata ma ancora sotto controllo e completamente gestibile dall’equipaggio; Severe, qualora le variazioni di assetto siano più ampie e violente e conducano momentaneamente l’aereo fuori controllo; Extreme, se il velivolo subisce delle sollecitazioni talmente violente da rimanere danneggiato ed andare completamente fuori controllo (evento rarissimo).
Quanti sono i feriti a causa delle turbolenze?
Secondo la Federal Aviation Administration sono circa 58 le persone che riportano danni a causa delle turbolenze in volo, la maggior parte sono hostess e stewart. Il dato è piuttosto irrisorio se si tiene in considerazione che ogni giorno volano circa dieci milioni di passeggeri.