Anche don Mattia Ferrari, il cappellano di bordo Mediterranea Saving Humans, è stato spiato con un sofisticato attacco informatico in più fasi. Lo hanno scoperto i ricercatori canadesi di CitizenLab, che da quasi un mese lavorano sui telefoni di alcuni dei 90 fra attivisti e giornalisti, abusivamente monitorati con Graphite, lo spyware militare dell’azienda israeliana Paragon, che con l’Italia ha sospeso il contratto. “Sono un po’ stressato”, dice il cappellano di bordo di Mediterranea, quasi sorpreso all’idea di essere stato vittima di un’intrusione informatica.
Sul suo cellulare le verifiche sono ancora in corso, chi ha ordinato di sorvegliarlo non sembra essere riuscito a inoculare lo spyware, ma l’attacco informatico, che necessariamente lo precede, c’è stato. E ne sono state trovate tracce.
Inizia l’8 febbraio 2024, esattamente lo stesso giorno in cui è stato colpito il capomissione e fondatore di Mediterranea, Luca Casarini e a comunicarlo è stata la stessa Meta, che con un messaggio ha avvisato don Mattia di essere vittima "sofisticato attacco sostenuto da entità governative non meglio identificate".
Per John Scott Railton, ricercatore senior di CitizenLab dell’Università di Toronto “essere avvisati di essere presi di mira da un attacco sostenuto da un qualche governo indica che la persona è stata probabilmente selezionata per il monitoraggio utilizzando capacità avanzate”.
In gergo si chiama scraping, non è necessariamente illegale se le informazioni raccolte sono pubbliche e in chiaro. Se passa da una compromissione dei sistemi di sicurezza e tutela della privacy e dall’elaborazione di dati e interazioni con altri contatti frequenti, è puro e semplice spionaggio. Non solo su una persona, ma su un’intera rete. “In base alla nostra esperienza – spiega Railton – implica la possibilità che anche altri individui della sua rete di contatti possano essere stati presi di mira a loro volta. Questo avviso di Meta suggerisce che potrebbe esserci un problema più grande, più tecnologie in gioco e più casi che ora devono essere indagati".
È il sospetto che in Mediterranea hanno da tempo. Dei cinque target noti di Paragon, due sono i fondatori dell’Ong, Luca Casarini e Beppe Caccia, un altro, David Yambio, ha spesso collaborato con loro e tutti, al pari di don Mattia, sono in stretto, regolare contatto anche con vittime di torture e violenze in Libia e Tunisia. E potrebbero non essere gli unici.
“Quello che sta emergendo – dicono dall’Ong – è che ci sia la preoccupante possibilità che siano state prese di mira altre persone, oltre a quelle attualmente note al pubblico". Traduzione, che sia Mediterranea Saving Humans il vero target. “Don Mattia dice sempre che la fraternità umana – commenta Luca Casarini – quella che ci insegna Papa Francesco nell’enciclica ‘Fratelli Tutti’, è considerata un’attività sovversiva dal potere. Mi sa che ha proprio ragione”.
Dal sacerdote arrivano un appello e un invito. “Occorre fare giustizia. Lo chiediamo a tutti quanti – società civile e istituzioni – perché e? un percorso che si costruisce insieme. Serve per sanare le ferite e costruire riconciliazione”.
Ma è necessaria verità. Le procure di Napoli e Palermo sono al lavoro, gli approfondimenti, portati avanti nell’ambito di un’indagine congiunta, sono in corso. Nel corso della giornata di oggi, Luca Casarini per oltre due ore è stato sentito come persona informata sui fatti e domani a Napoli verranno ascoltati altri di Mediterranea. Il governo invece ancora tace.
Salvo le parziali ammissioni in sede di Copasir arrivati dai vertici di Aisi e Aise, i servizi segreti italiani, e il fuoriprogramma del ministro Carlo Nordio, che ha rotto la consegna del silenzio imposta dal sottosegretario Mantovano per negare che la penitenziaria usi Paragon, sul caso non è stata fatta chiarezza. La chiedono invano da più di un mese le opposizioni, che venerdì con una lettera congiunta al presidente del Senato Ignazio La Russa sono tornate a invitare la premier a dare pubbliche spiegazioni. Al momento, un’istanza caduta nel vuoto.
“Il governo italiano permette di spiare illegalmente un sacerdote tra i più conosciuti e nel frattempo scarcera con il volo di Stato un trafficante di esseri umani. È pazzesco”, scrive su X il leader di Italia viva, Matteo Renzi. “Se fanno così con i personaggi famosi, immaginate cosa possano fare ai cittadini comuni? E la Meloni che scappa senza dirci di chi è la responsabilità. Andare avanti in questa battaglia è una sfida di civiltà, è una sfida di libertà. Io non mollo”, promette.
“Ogni giorno che passa il "caso Paragon" sta assumendo contorni sempre più inquietanti. Politici, giornalisti, attivisti sono stati vergognosamente spiati. Da chi e per conto di chi non è chiaro, così come è assolutamente opaca la posizione del Governo, tra silenzi imbarazzati e clamorose contraddizioni. Che cosa si sta coprendo?", osserva Ilenia Malavasi, deputata del Pd. “Quante altre persone sono state prese di mira? Quali e quante tecnologie sono state utilizzate per la stessa operazione di sorveglianza di natura governativa? A che gioco orwelliano si sta giocando? – chiede Marco Grimaldi di Avs – Noi non abbiamo paura di dire che serve aprire un'indagine e desecretarne gli esiti, per sapere cosa si annida dietro questa grave violazione dei diritti civili e politici". Per la segretaria del Pd Elly Schlein è un’evoluzione inquietante. “È urgente e necessario che il governo, e in particolare Giorgia Meloni, smetta di scappare e si impegni a chiarire al Paese chi sta spiando attivisti e giornalisti, perché qui sono a rischio le fondamenta dello stato di diritto Perché la Presidente del Consiglio trova il tempo di partecipare a ogni convention sovranista, ma non lo trova per fare chiarezza su questi fatti gravissimi e renderne conto al Parlamento?”. Insorge anche il leader dei Verdi Angelo Bonelli: “Chi sono gli spioni e perché il governo non vuole raccontare la verità?”, chiede. “Il sottosegretario Mantovano, appellandosi all'articolo 131 del regolamento della Camera - che gli dà facoltà di non rispondere alle interrogazioni dei deputati - ha, di fatto, ammesso di sapere chi sono gli spioni".