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Caso Resinovich, sequestrati altri coltelli di Visintin. Settimana decisiva per nuovi accertamenti

Si scioglieranno i nodi sulle nuove perizie sul materiale confiscato al marito della 63enne triestina uccisa e sulla testimonianza di Sterpin
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Settimana decisiva nel caso Resinovich, la 63enne triestina scomparsa il 14 dicembre 2021 e ritrovata senza vita il 5 gennaio, con il corpo infilato in due sacchi neri. Adesso che la superperizia della dottoressa Cristina Cattaneo ha rivelato che Liliana Resinovich è stata soffocata a mani nude il giorno stesso della sua scomparsa, stravolgendo l’iniziale ipotesi di suicidio, le indagini stanno procedendo in fretta.

In settimana, gli avvocati Alice e Paolo Bevilacqua, legali di Sebastiano Visintin, marito della donna e attualmente principale indagato, presenteranno le loro richieste, relative all’"accertamento medico-legale del collegio peritale, più quello genetico", nell’ambito dell’incidente probatorio. Si tratta delle analisi sugli oggetti sequestrati a casa di Visintin circa un mese e mezzo fa – quando per la prima volta è emersa l’indagine a suo carico – probabilmente da comparare con i materiali che la seconda perizia ha individuato sul corpo della donna.

All’epoca, dopo ore di…

Settimana decisiva nel caso Resinovich, la 63enne triestina scomparsa il 14 dicembre 2021 e ritrovata senza vita il 5 gennaio, con il corpo infilato in due sacchi neri. Adesso che la superperizia della dottoressa Cristina Cattaneo ha rivelato che Liliana Resinovich è stata soffocata a mani nude il giorno stesso della sua scomparsa, stravolgendo l’iniziale ipotesi di suicidio, le indagini stanno procedendo in fretta.

In settimana, gli avvocati Alice e Paolo Bevilacqua, legali di Sebastiano Visintin, marito della donna e attualmente principale indagato, presenteranno le loro richieste, relative all’"accertamento medico-legale del collegio peritale, più quello genetico", nell’ambito dell’incidente probatorio. Si tratta delle analisi sugli oggetti sequestrati a casa di Visintin circa un mese e mezzo fa – quando per la prima volta è emersa l’indagine a suo carico – probabilmente da comparare con i materiali che la seconda perizia ha individuato sul corpo della donna.

All’epoca, dopo ore di perquisizione, i poliziotti hanno portato via un maglione giallo, un paio di guanti e centinaia di lame, forbici e cesoie, che l’uomo, ex fotografo che oggi arrotonda lavorando come arrotino, affila per mestiere. Una lunga lista a cui si aggiungono anche i tre coltelli spontaneamente consegnati da un conoscente di Visintin, che dopo aver letto degli ultimi sviluppi investigativi, ha scritto alla procura di Trieste, raccontando di averli ricevuti in regalo due anni fa, dunque dopo l’omicidio di Liliana. Qualche giorno dopo, scrive Il Piccolo, l'uomo, che vive in Toscana, è stato ascoltato dalla squadra mobile della sua città per spiegare come e perché avesse ricevuto in dono quegli oggetti, poi formalmente sequestrati.

Anche quelli, schermaglie legali permettendo, saranno sottoposti ai nuovi accertamenti che la pm Ilaria Iozzi ha intenzione di disporre sul materiale sequestrato. Sul corpo di Liliana Resinovich non c’erano ferite da arma da taglio, la superperizia Cattaneo afferma che la donna è morta per soffocamento, ma sul suo corpo, attorno al collo, è stato trovato un cordino che stringeva i sacchetti infilati sul capo di Liliana e che nessun ruolo avrebbero giocato nella sua morte. È probabile dunque che inquirenti e investigatori stiano cercando una lama compatibile con il taglio alle due estremità.

A giorni la gip Flavia Mangiante dovrà anche decidere sull’assunzione della testimonianza di Claudio Sterpin, intimo amico di Liliana Resinovich che a suo dire con lui si voleva ricostruire una vita, in incidente probatorio. La richiesta è stata avanzata dalla procura, anche su sollecitazione dell’avvocato Nicodemo Gentile che assiste Sergio Resinovich, il fratello della 63enne, alla luce “dell’avanzata età” dell’uomo e delle sue “precarie condizioni di salute”. Da qui, la necessità di cristallizzare le sue dichiarazioni in modo da renderle comunque utilizzabili in un eventuale procedimento. Un’istanza a cui i legali di Visintin si sono opposti. “Abbiamo fatto le nostre deduzioni opponendoci, in quanto non teste chiave sul contesto omicidiario, e perché le sue documentazioni di salute non sono certificate. Il tema più importante – dicono gli avvocati Bevilacqua – resta la nostra riserva di incidente probatorio che in settimana scioglieremo per quanto riguarda il fondamentale tema scientifico".

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