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Porcelli Safonov: “Con ironia sfaterò le mode più attuali”

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La scrittrice parlerà a C’è + Gusto
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Le storture dell’attuale cultura alimentare sono al centro di “Less is more, ma c’ho fame”, una riflessione della scrittrice e autrice satirica, Arianna Porcelli Safonov che, con Beniamino Pagliaro, caporedattore di Repubblica Torino, parleranno di come il cibo sia diventato una moda a cui aderiamo con i peggiori difetti disponibili durante C’è +Gusto per tutti.

Quando ha iniziato a usare il cibo come materia dei suoi spettacoli?

«La lampadina si è accesa quando ho vissuto, tra il 2014 e il 2021, sugli Appennini. A stretto contatto con i contadini ho capito quanto costa produrre cibo vero. La distanza tra chi consuma e chi produce è enorme, e questo scollamento mi ha profondamente disturbata. Il cibo è uno degli argomenti che le persone si vantano di conoscere di più, ma in …

Le storture dell’attuale cultura alimentare sono al centro di “Less is more, ma c’ho fame”, una riflessione della scrittrice e autrice satirica, Arianna Porcelli Safonov che, con Beniamino Pagliaro, caporedattore di Repubblica Torino, parleranno di come il cibo sia diventato una moda a cui aderiamo con i peggiori difetti disponibili durante C’è +Gusto per tutti.

Quando ha iniziato a usare il cibo come materia dei suoi spettacoli?

«La lampadina si è accesa quando ho vissuto, tra il 2014 e il 2021, sugli Appennini. A stretto contatto con i contadini ho capito quanto costa produrre cibo vero. La distanza tra chi consuma e chi produce è enorme, e questo scollamento mi ha profondamente disturbata. Il cibo è uno degli argomenti che le persone si vantano di conoscere di più, ma in realtà sappiamo pochissimo. E più progrediamo, meno sembriamo capaci di alimentarci bene».

Proprio attraverso l’umorismo lei cerca di ricucire questa distanza, rendendo accessibili argomenti complessi e scomodi. Come nel suo spettacolo Alimentire. Di cosa tratta?

«È un omaggio implicito a uno dei miei riferimenti più solidi nel panorama della cultura alimentare, Michael Pollan. Il titolo è nato come un escamotage per far arrivare al pubblico il suo lavoro straordinario. I suoi libri sono tecnici, ma incredibilmente comprensibili: ce l’ho fatta persino io!»

C’è + Gusto per Tutti sarà una festa dell’inclusione a tavola, a che punto siamo?

«Nessuno parla mai dell’inclusione degli ignoranti. Eppure, in tema di cibo, siamo tutti profondamente ignoranti. Ci vergogniamo di non sapere, ma è proprio lì che dobbiamo intervenire. Attorno al cibo c’è una montagna di informazioni che ci piacerebbe conoscere ma che ancora non conosciamo. L’inclusione vera è dare strumenti a chi non li ha, per poter fare scelte consapevoli. Questo è il tema che mi piacerebbe affrontare a Torino».

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