Crans-Montana – Impero dei Moretti al setaccio e autorità municipali nella bufera: sulla strage dei ragazzi dentro Le Constellation si allunga ora l’ombra del riciclaggio e dei conflitti d’interesse dei responsabili della sicurezza. Polizia e guardia di finanza nelle scorse ore si sono presentate al “Senso” e a “Le Vieux Chalet”, gli altri due ristoranti fatti chiudere dopo il rogo e controllati da quattro società riconducibili a Jacques e Jessica Moretti.
Prelevati bilanci e registri di cassa: gli inquirenti vogliono fare luce sulla disponibilità finanziaria che ha permesso ai proprietari fulminei investimenti da capogiro, fondati infine più sui contanti che sui mutui bancari. Nel mirino, la discrepanza tra fat…
Crans-Montana – Impero dei Moretti al setaccio e autorità municipali nella bufera: sulla strage dei ragazzi dentro Le Constellation si allunga ora l’ombra del riciclaggio e dei conflitti d’interesse dei responsabili della sicurezza. Polizia e guardia di finanza nelle scorse ore si sono presentate al “Senso” e a “Le Vieux Chalet”, gli altri due ristoranti fatti chiudere dopo il rogo e controllati da quattro società riconducibili a Jacques e Jessica Moretti.
Prelevati bilanci e registri di cassa: gli inquirenti vogliono fare luce sulla disponibilità finanziaria che ha permesso ai proprietari fulminei investimenti da capogiro, fondati infine più sui contanti che sui mutui bancari. Nel mirino, la discrepanza tra fatturati e valore reale degli immobili acquisiti, la differenza tra somme dichiarate negli atti notarili e prezzi di mercato. Fare luce su movimenti bancari e patrimonio della coppia, che figura al 50% in srl che denunciano un capitale versato di 20 mila franchi, per chi guida le indagini è «importante al fine di poter contestare nuovi capi d’accusa».
I francesi Moretti si sono trasferiti dalla Savoia sull’altopiano del Vallese nel 2011: la loro ascesa, con investimenti chiamati a giustificare, è però decollata 2020. Fino ad allora, come gestori del vecchio Le Constel, subito ribattezzato nel più eloquente Le Constellation, si erano limitati a pagare affitti da 40 mila franchi al mese, non sostenibili dai soli ricavi di cocktail e caffè. Cinque anni fa la svolta. Acquistano il locale da Julien Beytrison, ufficialmente per 1,5 milioni, e pure uno chalet a Lens per altri 820 mila franchi: valore di mercato, almeno il triplo.
Coincidenza: la fine dei controlli nel bar del disastro comincia proprio con questa compravendita. Pochi mesi e si aggiunge il ristorante Senso a Montana, quindi nel 2023 “Le Vieux Chalet” a Lens: nel 2024 l’acquisizione dell’edificio sul retro, agli atti la cifra irrisoria di 410 mila franchi per 510 metri quadri. A colpire gli inquirenti il fatto che tutti gli immobili, appena acquistati, siano stati oggetto di mega-ristrutturazioni, ottenute con licenze edilizie d’urgenza. Non ancora smantellati gli ultimi cantieri. Sotto la pressione della comunità internazionale, irritazione e imbarazzo si moltiplicano sia nel governo confederale che in quello cantonale. Dietro la strage, non solo le falle nella sicurezza, ma l’opacità di un sistema che minaccia di rivelarsi permeabile a evasione fiscale, criminalità organizzata e riciclaggio: montagne di denaro, la provenienza del quale la procura di Sion intende «preliminarmente accertare».
Il burrascoso passato di Jacques Moretti in Savoia, nel 2005 finito quattro mesi in galera ad Annecy per un giro di prostituzione organizzato a Ginevra, non pesa sulla strage a Crans-Montana. Nella sua fedina penale compaiono però altre sette inchieste, dalla truffa al sequestro di persona, a partire dal primo bar aperto a Bonifacio, nella natia Corsica. È questa la “carriera imprenditoriale” che, attraverso i documenti prelevati in queste ore nei locali svizzeri a cui è stata sospesa la licenza, può spiegare come il piccolo barista corso di Ghisonaccia si sia trasformato nel re delle feste e dei locali nella ben più glamour Crans.
Nel mirino anche Jessica Moretti: nessuna ombra apparente sul suo passato, ma l’enigma di altri immobili posseduti e affittati tra Parigi e la Costa Azzurra. Figlia di un pompiere di Cannes, in attesa che i video girati la notte di San Silvestro confermino le testimonianze che l’accusano di essersi dileguata con la cassa senza soccorrere i presenti dentro Le Constellation, è ora chiamata a chiarire la fonte delle sue fortune.
Altro fronte delle indagini, rapporti e conflitti d’interesse delle autorità municipali. Emerge che la vicesindaca Nicole Bonvin Clivaz, proprietaria dell’hotel Olympic, è la responsabile del “suolo pubblico” e dunque di varie licenze obbligatorie per i gestori di locali come quelli dei Moretti. Un video mostra che anche nel suo Amadeus Bar, pure fondato su “festival, dj-set e live music”, le tragiche candele scintillanti fossero la regola. A vigilare su autorizzazioni e sicurezza, il collega Francois Berclaz, assessore all’edilizia, agente assicurativo della compagnia “Helvetia-Baloise”. “Dimenticare” i controlli e non registrare criticità, contribuisce ad abbassare i costi delle polizze: si cerca ora di capire come parte della vigilanza pubblica sia stata affidata a chi a sua volta gestisce locali, o a chi li assicura, gestendo interessi privati. Lo spezzatino della galassia Moretti avrebbe poi agevolato conflitti e omissioni: per le “piccole imprese” gli “obblighi di controllo” sono più morbidi.