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Saladino, l’imprenditore della cyber che ha fatto il pieno di appalti

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L’amicizia con Crosetto a cui aveva dato la casa a Roma. Accertamenti sulle consulenze affidate all’ex sottosegretario Innocenzi
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Roma – In questa inchiesta di spie e appalti gonfiati c’è spazio anche per una presunta truffa. Quella che la procura di Roma contesta a Carmine Saladino, imprenditore che è stato anche padrone di casa del ministro della Difesa, Guido Crosetto. Il punto riguarda il suo ruolo in Maticmind, gruppo specializzato nella consulenza e nella progettazione di reti digitali e soluzioni di intelligence. La società era molto presente negli appalti pubblici e, tra il 2022 e il 2025, Saladino ha ceduto il pacchetto di maggioranza al fondo Cvc e a Cdp Equity.

Proprio in quel contesto si inserisce la contestazione di truffa aggravata: la Procura sostiene che Saladino avrebbe «esposto […] valori fittizi di fatturato tali da incrementare falsamente l’Ebitda della societ…

Roma – In questa inchiesta di spie e appalti gonfiati c’è spazio anche per una presunta truffa. Quella che la procura di Roma contesta a Carmine Saladino, imprenditore che è stato anche padrone di casa del ministro della Difesa, Guido Crosetto. Il punto riguarda il suo ruolo in Maticmind, gruppo specializzato nella consulenza e nella progettazione di reti digitali e soluzioni di intelligence. La società era molto presente negli appalti pubblici e, tra il 2022 e il 2025, Saladino ha ceduto il pacchetto di maggioranza al fondo Cvc e a Cdp Equity.

Proprio in quel contesto si inserisce la contestazione di truffa aggravata: la Procura sostiene che Saladino avrebbe «esposto […] valori fittizi di fatturato tali da incrementare falsamente l’Ebitda della società per oltre 40 milioni di euro». L’obiettivo, secondo l’accusa, era influenzare il meccanismo dell’earn-out, cioè la quota variabile del prezzo di vendita legata ai risultati economici futuri. In questo modo Saladino avrebbe ottenuto «un ingiusto profitto (...) di circa 8 milioni di euro», inducendo in errore Cassa Depositi e Prestiti sulla reale consistenza economica della società.

«Esponeva nel conto economico del 2023 valori fittizi di fatturato, inducendo in errore sui criteri di determinazione del prezzo della cessione», si legge nel capo di imputazione. Maticmind è infatti il socio di maggioranza di Sind, la società che sviluppa e vende il software “Nexus” alla Presidenza del Consiglio. Quando però viene annullato il contratto, inevitabilmente la società perde valore.

Dopo il recesso della Presidenza del Consiglio dal contratto Nexus, proprio Maticmind avvia una verifica interna sul valore del software. Dagli atti emerge che la società è «in possesso di una perizia di parte da cui emergerebbe che il valore reale del prodotto sia notevolmente inferiore rispetto a quello dichiarato in fattura».

Oggetto dell’indagine sono anche le modalità con cui la vendita è avvenuta. I carabinieri del Ros stanno infatti accertando se vi siano state mediazioni o contatti con la politica. In particolare, si sta verificando se l’ex sottosegretario, e in affari con la moglie del ministro Crosetto, Giancarlo Innocenzi Botti, abbia avuto un ruolo nella vendita della società a Cdp e nella determinazione del prezzo.

Maticmind ha poi avuto contatti anche con un’altra azienda finita sotto inchiesta: la Deas, società di cybersecurity su cui sono accesi i fari della procura di Roma per una vicenda di appalti. E che avrebbe potuto avere una storia simile a quella dell’azienda di Saladino: una vendita milionaria a una società pubblica. «Noi», ha detto Saladino ai pm romani, sentito come persona informata sui fatti, «fornivamo personale in subappalto in Deas». Aggiungendo poi altri particolari: ha raccontato di essere stato interessato all’acquisto dell’azienda, operazione che però non è andata in porto.

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