In questi anni la ceramica si è inventata più identità di Frank Jr Abagnale, l’astuto imbroglione interpretato da Leonardo DiCaprio in Prova a prendermi di Steven Spielberg: ha imitato il legno, ha replicato le imperfezioni delle varietà marmoree presenti in natura, ha assunto le sembianze di tessuti e metalli. E grazie alla sapienza artigianale e alle alte tecnologie è riuscita così bene in questo compito che in molti sentono la necessità di toccare con mano le piastrelle per accertare la loro vera materia. L’aggettivo camaleontico entra quindi di diritto nell’elenco delle qualità della durevole, ecologica e salubre ceramica. «Negli ultimi anni, grazie alle nuove tecnologie digitali, il gres che reinterpreta marmo, pietra e legno ha raggiunto livelli altissimi e reso più sostenibile, accessibile e disponibile l’uso di materiali ormai rari o di difficile lavorazione in contesti diversi rispetto a pareti e pavimenti», afferma Leonardo Tavani, vice-presidente marketing & distribution di Marazzi Group.
Ma adesso fa un passo indietro e torna al passato che non vuol dire mettere in un angolo i suoi “effetti speciali” di mimetismo. Se fino a qualche tempo fa la ceramica esaltava questa abilità oggi mostra con più forza tutta la bellezza e preziosità richiamando l’attenzione sulle sue proprietà che le permettono di essere estremamente duttile. «Le cucine realizzate in gres si incontrano sempre più spesso, così come tavoli e piani di lavoro realizzati con prodotti di grandi dimensioni. Abbiamo da poco presentato la nostra linea di lastre antibatteriche che ne rendono ancora più sicuro l’uso in tutti gli ambiti che richiedono la massima igiene senza rinunciare alla bellezza e alla comodità», dice Tavani.
Le nuove storie di lady piastrella
Ultrasottile e ipertecnologica. Gigante o in formati rari. Tentata dalle citazioni come dalle anticipazioni. È sempre lei, ma a volte si fa davvero fatica a riconscerla
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