Le mostre di Euroluce
Dopo quattro anni torna la biennale dedicata all'illuminazione con un format rivoluzionato: dai percorsi semplificati alla trasformazione degli spazi in un felice laboratorio di emozioni e cultura. Ecco le cinque esposizioni da non perdere
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Lampadine ad arte
Nel programma culturale di Euroluce non poteva mancare un omaggio all’oggetto simbolo che racchiude la luce: la lampadina. Fiat Bulb. La sindrome di Edison mette in mostra alcuni pezzi a cavallo tra arte e design come l’opera in ceramica Light Catcher dell’artista statunitense Kiki Smith (nella foto). «Un allestimento tecnico e un percorso ciclico, come la vita della lampadina, che vuole ammaliare il visitatore in ogni istante, dalla sua accensione al suo buio», commenta la curatrice Martina Sanzarello (foto courtesy Krakow Witkin Gallery, Boston)
Architetture di luce
Che cosa hanno di così speciale gli scatti di Hélène Binet? La risposta è nella mostra, curata da Massimo Curzi, Hélène Binet. Natura, tempo e architettura che spiega l’abilità della fotografa franco-svizzera nel riuscire a cogliere l’anima degli edifici grazie alla sua capacità di plasmare “la materia” attraverso il suggestivo contrasto di luci e ombre. In esposizione il racconto di oltre 35 anni di professione in giro per il mondo: tra le tappe anche i Classical Gardens di Suzhou, in Cina (nella foto di Hélène Binet). Qui un approfondimento sulla mostra
Artificialmente
Le foto selezionate da Michele Calzavara guidano a scoprire spazi in cui la luce artificiale dà un contributo fondamentale all’interior design. Ma Interno notte. Artifici luminosi «non è una mostra di fotografia in senso stretto», puntualizza il curatore, «è un piccolo viaggio nelle immagini che hanno punteggiato il progetto moderno e contemporaneo con interni dove le intuizioni luminose sorprendono, ci danno piacere e possono ancora oggi nutrirci di idee». In foto, un dettaglio dell’intervento di Corrado Levi al residence Duparc
Opera diffusa
Costellazioni è la mostra diffusa tra i padiglioni di Euroluce studiata da Beppe Finessi, dodici spazi che accolgono oggetti, disegni, fotografie, dipinti, installazioni video o singole opere come Rocket Ship dell’artista Sisley Xhafa (nella foto). Sono ospiti di strutture in legno e carta che «ci auguriamo possano funzionare come dei luoghi di riflessione», dicono i Formafantasma che firmano l’allestimento, «dopotutto produrre design non significa solo partecipare allo sviluppo economico ma soprattutto proporre nuove idee di vita» (foto courtesy Galleria Continua)
Lampi dal futuro
Una generazione di “designer-astronomi” sta disegnando oggetti che si ispirano al cielo e allo spazio tra sfere orbitanti, eclissi abbaglianti e aurore colorate. Albe. Luci di domani è il percorso espositivo che racconta questa ricerca: «Il progetto della luce nella nostra contemporaneità sensibile si fa portatore di atmosfere e simboli, soggetti sempre accesi in cui un racconto tra tecnologia e poesia tiene insieme i punti estremi di orizzonti luminosi da cui sorgono gli oggetti che illumineranno il domani», dice il curatore Matteo Pirola (foto Marco Menghi)