Andare oltre il concetto di pattern decorativo per mostrare come invece il mosaico è capace di risultati inattesi e sorprendenti. L’ottava Biennale di Mosaico Contemporaneo, in programma a Ravenna fino al 14 gennaio, rende giustizia alla versatilità, troppo poco esplorata, dell’antica arte delle tessere, mettendo in scena Episodi di mosaico contemporaneo, una mostra che esalta l’incontro tra alto artigianato e design.
Maria Cristina Didero: Il senso di cioè che faccio? Quel giorno a Holon...
Palazzo Rasponi dalle Teste fa da sfondo al percorso pensato da Maria Cristina Didero, una tra le più brillanti curatrici italiane, in cui sono esposte le opere nate dall’incontro dei saperi tra il pensiero moderno dei creativi e la manualità dei mosaicisti. «Ci siamo ispirati alle esperienze messe in campo alla fine degli anni Novanta dai grandi maestri, come Gaetano Pesce, Alessandro Mendini, Alessandro Guerriero ed Ettore Sottsass per dare un nuovo valore a questo scambio di idee», afferma Didero.
Ad accogliere i visitatori l'opera di Gaetano Pesce, un arazzo di grandi dimensioni, realizzata nel 1995 dal maestro insieme a studenti e studentesse della Scuola Futurarium su commissione del Museo dell’Arredo Contemporaneo
E proprio per sottolineare il legame con il passato, il pubblico potrà ammirare anche due opere nate durante questa entusiasmante stagione. «In mostra un grande mosaico alto cinque metri di Gaetano Pesce in silicone, proprio a evidenziare la voglia di sperimentazione in questo campo e un’altra opera di Alessandro Mendini», afferma Didero: «Si tratta di una preziosa coppia di teste realizzate a quattro mani con Luciana Notturni. La storica mosaicista per l’occasione ha generosamente prestato dalla sua collezione il primo prototipo realizzato e il pezzo finito. Una rarità in questo ramo poiché solitamente i lavori con il mosaico sono pezzi unici».
Teste di Alessandro Mandini, opera realizzata da Luciana Notturni nel 1991
Un progetto che quindi non vuole dimenticare il passato ma guarda soprattutto al domani: «Come sottolinea il titolo scelto per l’esposizione, intende essere un appuntamento da replicare in futuro», anticipa la curatrice.
Gio Tirotto disegna le lampade Andamenti, una da terra e una sospensione. Sono realizzate da Barbara Liverani
Che cosa mette in scena il primo “episodio” di questo racconto? «In appena cinque mesi abbiamo dato vita a un dialogo fresco e non polveroso tra sei giovani designer e questa antica arte con il risultato di incredibili oggetti di uso quotidiano che dimostrano quanto il mosaico può offrire anche nel disegno industriale», risponde Didero.
Coltempo, il progetto di Marco Guazzini, di compone di una mensola e una scaletta. Realzzazione di CaCO3 Studio
I protagonisti dell’allestimento sono lo stilista austriaco Arthur Arbesser, il duo formato da Laura Baldassari e Alberto Biagetti di Atelier Biagetti, lo studio Cara \ Davide, Francesca Lanzavecchia, Marco Guazzini e Gio Tirotto che hanno lavorato insieme ad alcuni tra i più interessanti mosaicisti della città romagnola: Annafietta, Gruppo Mosaicisti di Marco Santi, Pixel Mosaici in collaborazione con Dimensione Mosaico, Koko Mosaico di Arianna Gallo e Barbara Liverani Studio.
Anna Fietta realizza la toeletta per il trucco Miss Universe di Arthur Arbesser
Dalla matita di Francesca Lanzavecchia Verde Sospeso: tre cache-pot che prendono vita grazie alla realizzazione di Arianna Gallo di Koko Mosaico
«Non un freddo lavoro tra le due parti ma un vero e proprio coinvolgimento come testimonia la varietà e l’energia delle proposte». Lampade, coffe table, coiffeuse, mensole, vasi e anche una piscina da salotto: «Se i maestri facevano più sperimentazioni dal punto di vista artistico, vediamo oggi che il mosaico può essere applicato sul prodotto e per il prodotto: le tessere quindi hanno un valore funzionale per la realizzazione dell’oggetto».
Il trittico di sedute Tessere di Cara Davide può essere impiegato come seduta oppure coffee table. Sono realizzate Pixel Mosaici e Dimensione Mosaico