anniversari

Che cosa c’entra Barbie con Frank Gehry

Tra i pezzi più importanti in mostra una preziosa prima edizione del 1959, la cosiddetta Barbie numero  1 (foto Mattel)

Tra i pezzi più importanti in mostra una preziosa prima edizione del 1959, la cosiddetta Barbie numero  1 (foto Mattel)

 
Un’interessante mostra a Londra approfondisce le relazioni fra la bambola, la progettazione, i grandi autori del Novecento e di oggi
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Ha sempre fatto parlare di sé ma il travolgente successo ottenuto dal recente ritratto cinematografico di Greta Gerwig ha portato Barbie a essere l’oggetto dei più disparati spunti di riflessione che spaziano dalle accese discussioni sul femminismo alle controversie geopolitiche. Che cos’altro dobbiamo quindi ancora sapere sulla bambola più conosciuta e longeva? Nell’anno delle celebrazioni per i suoi 65 anni, la retrospettiva Barbie: The Exhibition, in programma dal 5 luglio al Design Museum di Londra, ha il merito di far emergere un aspetto inedito: «È la prima volta che una mostra guarda alla bambola e al suo universo in relazione al design», afferma la curatrice Danielle Thom.

Raro esempio della prima Barbie Dreamhouse. Lanciata nel 1962, è realizzata in cartone e si distingue per uno stile modernista (foto Mattel)
Raro esempio della prima Barbie Dreamhouse. Lanciata nel 1962, è realizzata in cartone e si distingue per uno stile modernista (foto Mattel) 

In che modo? «Esaminiamo anche una vasta gamma di oggetti e accessori, come le case dei sogni, mobili, i veicoli e gli abiti. È stato affascinante tracciare le relazioni tra l’apparizione di Barbie e il lavoro di designer e architetti negli ultimi 65 anni. Quel mondo si trova a riflettere le principali tendenze della progettazione, in modo da potersi identificare con i consumatori: ad esempio, la primissima Barbie Dreamhouse, lanciata nel 1962, era una visione del Modernismo di metà secolo, con mobili in cartone e interni stampati che riecheggiavano i tessuti di Knoll. In certi momenti, però, idee più esoteriche o d’avanguardia si sono fatte strada nelle case di Barbie, soprattutto negli anni Settanta. A mio parere, la versione della Dreamhouse del 1978 mostra l’influenza degli architetti postmoderni Frank Gehry e Robert Venturi, mentre i mobili prodotti per quella casa riflettono il lavoro di Eero Aarnio e Michel Ducaroy».
Al Design Museum di Londra sono esposte anche le prime bambole ispaniche, asiatiche e di nere come questo esemplare del 1980 (foto Mattel)

Al Design Museum di Londra sono esposte anche le prime bambole ispaniche, asiatiche e di nere come questo esemplare del 1980 (foto Mattel)

 

Lo scopo della mostra è quindi «di mettere in risalto il lavoro di progettazione accurato e ponderato che è stato coinvolto nella produzione di Barbie. Poiché, essendo un giocattolo per bambini e un personaggio “femminile”, c’è il rischio che il pubblico sottovaluti la sua importanza come figura chiave del design del XX secolo e XXI secolo», commenta la curatrice.
È bella come un fiore di pesco!: recitava la scatola della Peaches 'N Cream, tra i modelli più amati (1984 - foto Mattel)

È bella come un fiore di pesco!: recitava la scatola della Peaches 'N Cream, tra i modelli più amati (1984 - foto Mattel)

 

Ma c’è un altro messaggio importante che il museo londinese intende lanciare: «In tutta l’esposizione sosteniamo che Barbie occupa una posizione importante e altamente visibile nella cultura contemporanea, essendo all’intersezione tra designer e consumatore. Allo stesso tempo riflette la cultura e comunica qualunque aspirazione fornendo un avatar vuoto su cui i bambini – e gli adulti! – possono proiettare le loro supposizioni e ambizioni. Penso che questa sia la ragione della sua sorprendente longevità: si è adattata ai cambiamenti culturali».
Barbie Fashionista #27 Sweetheart Stripes è la prima a essere progettata con una forma “curvy” del corpo
Barbie Fashionista #27 Sweetheart Stripes è la prima a essere progettata con una forma “curvy” del corpo 

Può anticiparci come è allestita l’esposizione? «È stata progettata da Sam Jacob Studio, con grafica 2D di Lmc. Abbiamo ritenuto che l’estetica giocosa e postmoderna di Sam fosse un abbinamento ideale, rispettando lo stile visivo esistente del marchio e fornendo allo stesso tempo un approccio originale e divertente all’argomento».

Con oltre 10 milioni di esemplari, la Totally Hair del 1992 è la Barbie più venduta di sempre (foto Petra Rajnicova for the Design Museum)

Con oltre 10 milioni di esemplari, la Totally Hair del 1992 è la Barbie più venduta di sempre (foto Petra Rajnicova for the Design Museum)

 

Lungo il percorso si incontrano oltre 250 pezzi, quali meritano più attenzione? «Mattel ci ha generosamente prestato una serie di esemplari dal loro archivio, incluso il prototipo originale della prima bambola Barbie Parlante del 1968, così come schizzi concettuali e tessuti per indumenti relativi al processo di progettazione dietro una bambola contemporanea. Qui al Design Museum abbiamo anche acquisito un esemplare della primissima bambola del 1959. Conosciuta dai collezionisti come la Barbie numero 1 (nella foto di apertura, nrd), poiché è stata la prima in assoluto prodotta da Mattel, è oggi è estremamente ricercata».

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