Infinite interazioni e possibilità, infiniti spazi e infiniti mondi, infiniti i modi di coniugarli.
In questo orizzonte di fusione attraverso una spirale, un vorticoso girotondo filiforme, nasce Cosmogonie, l’installazione immersiva del giovanissimo Lorenzo Gnata ospitata negli spazi del Gaggenau DesignElementi Hub (Corso Magenta 2, Milano).
Molto più di una mostra, molto più di un disegno, Cosmogonie esprime un concetto che vuole abitare gli spazi fino a invaderli. Sottilissimi filamenti di resina organica ottenuti da mais e patate si insinuano ovunque: così angoli, tavoli, piani a induzione, pareti, diventano tutti idonei ad accogliere le opere. Qui l’arte non si limita a esistere: convive.
L’artista di Biella, classe 1997, dopo aver studiato disegno per cinque anni a Torino, si affaccia ora alla tridimensionalità: realizza ogni figura con un unico tratto ininterrotto, disegnando senza soluzione di continuità. Immortalare il movimento fino a renderlo materico significa trasformare gli schizzi in ricami autonomi. Lo fa grazie a una sorta di penna che stampa 3D: «per la prima volta ho toccato i miei disegni», racconta Gnata, «prima il segno era un tutt’uno con il supporto, viveva indissolubilmente con esso. Adesso è diventato tridimensionale, quasi più vicino alla scultura. Quando ho usato la stampante per la prima volta mi è sembrato di poter dipingere anche nei vuoti».
Con l’aiuto del curatore Sabino Maria Frassà, l’artista racconta il caos, non tanto come forma di dispersione, ma come energia creativa che sfida la staticità, anche attraverso forme di rottura propedeutiche alla rinascita. Dalla prima opera – Polifonia di una creazione, plasmata sull’immagine di un girone dantesco, con una parte bucolica e una antropomorfa – alle ultime simili a crisalidi, Cosmogonie esplora il rapporto della natura con l’antropico, dell’uomo con la tecnica, in una sorta di panismo in cui alla fine siamo tutti la stessa cosa. E quindi quel caos, così tangibile nel nostro tempo, non deve essere combattuto, ma attraversato.
L’installazione si integra perfettamente con le soluzioni high-tech firmate Gaggenau.
Con un approccio non necessariamente autopromozionale, il marchio tedesco ha un modo elegante ed efficace di comunicare nuove realtà, sostenendo che «le esposizioni trasformano lo Showroom in un incubatore di contaminazioni creative», come dichiara Mistral Accorsi, Communication Manager Gaggenau. Insomma, un dialogo tra tecnologia e arte, dove l’interazione genera nuove possibilità.