Giulio Cappellini e MonoSettecento, la nuova versione free standing del lavabo Settecento che ha ideato per Flaminia Ceramica

Giulio Cappellini e MonoSettecento, la nuova versione free standing del lavabo Settecento che ha ideato per Flaminia Ceramica

 

Giulio Cappellini: Settecento misteriosa seduzione

Esce la nuova versione free standing del lavabo ideato per Flaminia Ceramica. Così l’autore parla di un’attrazione che lo ha sorpreso
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È aulica, la sua versione bianca. È pop, quella dai toni saturi. È romantica, nella veste pastello. È solenne, nella versione antracite. Il trasformismo di Settecento si gioca sugli opposti, a partire dalla classicità delle forme.

Il lavabo di Flaminia Ceramica è ispirato alle acquasantiere delle chiese barocche. Ha colori lievi e polverosi, ma anche versioni dagli accenti cupi. Queste gradazioni sono scandite nella ceramica da virgole di luce. A determinarle, sono profonde scanalature verticali, un chiaro-scuro aulico come quello di una colonna classica. Giulio Cappellini ne coglie la struttura, in origine scavata nel marmo, per riproporla nella ceramica. Basta un lieve salto di scala per trasformare l’oggetto liturgico in uno domestico. Nasce così Settecento, lavabo da appoggio di dimensioni importanti, che si declina oggi in MonoSettecento, versione monolitica e free-standing, a colonna. «Abbiamo lavorato su spessori e dettagli, con un effetto tridimensionale in parte inedito per il materiale ceramico». La scanalatura stessa, in origine scavata nella pietra, oggi si materializza nella ceramica.

Ma perché focalizzarsi su un secolo come il Settecento, abitato da complessità e contrasti, dall’arte alla politica? «La storia è sempre centrale, nella progettazione», spiega Cappellini. «Non possiamo immaginare il futuro senza guardare al passato. E il Settecento è stato un secolo di transizione. In tutti i campi. Il chiaroscuro barocco, ad esempio, si stemperava in una palette di colori lievi come il rosa Tiepolo, pur mantenendo le tinte scure e a contrasto espresse dal secolo precedente». Per continuare a progettare bisogna essere curiosi e aperti, in ogni momento. «Serve lasciarsi sorprendere dalla storia, perché qualsiasi cosa può accendere una scintilla. Mi ha sorpreso sentirmi attratto da linee così morbide, dai forti chiaroscuri imprigionati dalle scanalature. La mia personalità progettuale è di solito scandita da linee limpide, ortogonali, razionaliste. Ma il passato innesca proficui incidenti di percorso, associazioni improbabili, immagini scoordinate, come le definisco».

MonoSettecento, la nuova versione free standing del lavabo Settecento di Flaminia Ceramica

MonoSettecento, la nuova versione free standing del lavabo Settecento di Flaminia Ceramica

 

Gli esiti espressivi sono inaspettati. La palette di colori, ad esempio. Spazia dai toni della terra, della sabbia e del deserto, ma anche della lava, per sfiorare il verde giada o l’azzurro polvere. «È in realtà una palette ispirata a un progetto di Gio Ponti, nel cui studio ho lavorato per un anno da ragazzo, un’esperienza straordinaria, ma anche un esempio di eclettismo colto. Quando mi chiedono qual è la tendenza oggi, mi viene una sola risposta: la libertà. È questa la sola strada per realizzare ambienti a propria misura, anche saltando attraverso le epoche, che sia spaziando dal Bauhaus al Settecento». Dopo anni di omologazione, oggi l’ambizione è quella di vivere e lavorare in spazi unici e personalissimi, anche catturando le contraddizioni di un Secolo di transizione. “Era il migliore dei tempi, era il peggiore dei tempi (…). Il periodo della luce e il periodo delle tenebre”, scriveva Charles Dickens nell’incipit del Racconto di due città. Chiaroscuri, oggi ancora così familiari ai nostri occhi.

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