Per vent'anni hanno comprato, senza mai farsi comprare. Perché, come suggerisce il famoso biologo Edward Osborne Wilson, forse siamo davvero arrivati al punto di dover ridare indietro alla natura - per salvarla - almeno metà della Terra. E così Aditya Singh e sua moglie Poonam hanno fatto: hanno acquistato la terra per restituirla a tigri, cinghiali, piante, uccelli e leopardi. Per aiutare un piccolo pezzo di mondo a ritrovare una biodiversità perduta, e ora finalmente rinata. E' una bellissima storia di conservazione, impegno, rinuncia e soprattutto amore, quella che arriva da un angolo di India. Più di vent'anni fa la coppia ha deciso di lasciare l'appartamento di Nuova Delhi per trasferirsi in un luogo remoto del Rajasthan confinante con la Ranthambore Tiger Reserve, una delle più note aree protette al mondo che ospita almeno 60 esemplari dei grandi felini. Insieme, in una casetta ai margini della riserva, a Sawai Madhopur, i due hanno aperto un'attività turistica, mentre Aditya ha continuato la sua professione di fotografo. Grazie ai soldi messi da parte, nel 1998 i Singh hanno cominciato a comprare le terre tutte intorno alla foresta. Soltanto che su quegli spazi, a differenze di molti altri connazionali, loro non hanno costruito nulla, lasciando alla foresta il tempo necessario per rinascere. "Quando siamo arrivati qui gli agricoltori vendevano le terre intorno alla riserva perché erano pericolose, dato che le tigri venivano a caccia", ha raccontato Singh al giornale Mongbay-India. Così, quei terreni a prezzi vantaggiosi sono diventati uno scopo di vita per Aditya e Poonam, ma solo per restituirli alla natura. Poonam ricorda ancora la prima volta che ha visto passare di lì le tigri. "Il mio primo avvistamento, tre cuccioli su una collina, è stato magico. Dopo esserci trasferiti, sognavamo una terra selvaggia per noi dove veder crescere quegli animali". Dopo vent'anni anni la loro foresta è diventata uno spicchio rigoglioso di verde fra le aride terre della riserva, un piccolo paradiso di biodiversità, come testimoniano le tante foto scattate da Singh. Oggi la coppia indiana possiede almeno 35 acri di terra. "E' diventata un'area verde e lussureggiante dove vivono o passano decine di specie", ha spiegato soddisfatto Singh che in quella zona ha realizzato anche dei laghetti dove gli animali selvatici possono abbeverarsi. La piccola foresta si è trasformata anche in un terreno di caccia e riposo per le tigri che hanno smesso di cacciare nei terreni dei contadini. Gli agricoltori hanno così meno pressione perché "gli animali comprendono che in questa zona della foresta ottengono prede, acqua e riparo sicuro senza alcun disturbo" dice soddisfatto Singh. Per contro però, quella terra verde e rigogliosa, così vicino alla riserva, è diventata nel tempo un "bocconcino" per tanti imprenditori, decisi a sfruttarla o costruirci. Niente da fare, perché nonostante le tante proposte e offerte di acquisto, la coppia ha sempre rifiutato. "Non ci importa del denaro, amiamo la natura e la fauna selvatica. E non siamo i soli. Dopo aver conosciuto la nostra realtà, ora altre persone in tutta l'India ci hanno contattato perché vogliono replicare un modello simile al nostro. Per noi, se ci riuscissero, sarebbe un piccolo grande sogno".